Gli sconti alla farmacia per la cosmetica– QUESITO

Per l’acquisto dei cosmetici mi è stato praticato lo sconto pattuito per il
raggiungimento della “cifra” di fatturato per l’anno 2013 con una nota di
credito senza evidenza di iva. E’ corretto?

Diremmo di sì.
Infatti, secondo la legge Iva (D.P.R. 633/72) i c.d. “sconti condizionati”,
quelli cioè contrattualmente concordati con i fornitori al raggiungimento
di un certo volume di acquisti (abbastanza diffusi, peraltro, proprio nel
settore della profumeria), possono essere trattati ai fini iva in due modi.
In primo luogo, potrà essere emessa appunto una nota di credito con iva,
con cui il fornitore, oltre a corrispondere lo sconto in denaro, “recupera”
la maggiore iva a debito corrisposta a suo tempo al momento della cessione
del bene al prezzo al lordo dello sconto.
Questa modalità non è però un obbligo ma una semplice facoltà che il
fornitore può tuttavia esercitare, attenzione, soltanto se la vendita dei
prodotti oggetto di sconto sia avvenuta entro un anno dall’emissione della
nota di credito.
D’altronde, se il fornitore sceglie questa strada, la farmacia è obbligata
dal canto suo a registrare la nota di credito anche ai fini iva (come
imposta a debito o, alternativamente, come rettifica dell’iva a credito)
con l’effetto di maggiorare – dell’importo dell’iva naturalmente
evidenziata nella nota di credito del fornitore – il versamento del tributo
riferito al periodo di registrazione del documento.
Ma, alternativamente a questa prima soluzione, se – quale ulteriore
“premio” per i buoni risultati di vendita della farmacia sua cliente –
rinuncia ad esercitare la facoltà di “recupero” della maggiore iva pagata
(ed è quello che avviene “tradizionalmente” nel settore della profumeria),
il fornitore emetterà una nota di credito senza iva, e quindi per il solo
importo dello sconto riconosciuto ed effettivamente corrisposto.
In questo secondo caso l’operazione ha un rilievo puramente finanziario-
patrimoniale (perché si tratta del semplice pagamento di una somma di
denaro) e non rileva ai fini dell’iva né per il fornitore, né per la
farmacia.
In pratica, l’iva – corrisposta “a monte” dal fornitore sulla fornitura dei
prodotti che ha beneficiato dello sconto – deve considerarsi “definitiva”,
anche se tale seconda modalità diventa per il fornitore obbligatoria, e
perciò l’unica possibile, quando, come accennato, la nota di credito sia
emessa dopo più di un anno dalla data di consegna dei prodotti “scontati”
alla farmacia.

(roberto santori)

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