Quando può rivelarsi legittimo il diniego del nullaosta all’esecuzione
dello sfratto – QUESITO

E’ stato appena convalidato lo sfratto per il locale farmacia; essendo
ancora necessario, se non sbaglio, il famoso nullaosta per l’esecuzione,
vorrei sapere se il comune può negarlo per l’assenza di locali nella zona,
tanto più che la mia sede dovrebbe essere trasferita, avendone fatto
richiesta da tempo, dal centro storico ad una nuova zona abitata.

Almeno in un caso come questo, ferma l’estrema delicatezza della vicenda,
potrebbero anche sussistere ragioni di pubblico interesse – che sono
naturalmente le sole che possono entrare in gioco nel rilascio del
provvedimento, positivo o negativo – sufficienti a spiegare un diniego.
L’amministrazione potrebbe infatti ritenere pregiudizievole per
l’assistenza farmaceutica della zona la soppressione di una farmacia, e
dunque l’inesistenza di altri locali idonei (e disponibili) ubicati
all’interno degli attuali confini della sede sembrerebbe in tal caso poter
anche di per sé giustificare il rinvio dell’esecuzione e perciò la
reiezione della richiesta di nullaosta.
Tuttavia, tenendo anche conto del robusto recente incremento, perlomeno in
“pianta organica”, del numero degli esercizi sul territorio che può rendere
in qualche circostanza meno semplice assumere come pregiudizievole per
l’interesse pubblico la chiusura in loco di una farmacia, il rigetto
dell’istanza del locatore deve essere sostenuto dall’amministrazione
competente (che generalmente è proprio il comune) – ancor più che nel
passato – in modo adeguato sul piano documentale e motivazionale, e sia
sotto il primo profilo (l’asserito pregiudizio, come detto, per
l’assistenza farmaceutica) che sotto il secondo (irreperibilità di altri
locali).
In ogni caso, il diniego non può certo prolungarsi sine die dato che un
provvedimento del genere – che comprime, vale la pena rammentarlo, diritti
soggettivi perfetti come quelli del locatore – può avere nel sistema
efficacia solo transitoria, come è vero che i giudici amministrativi hanno
mostrato, nelle ultime circostanze in cui se ne sono occupati (ma per la
verità è qualche tempo che non se ne parla), di voler contrastare sempre
più dinieghi reiterati del nullaosta, pur quando ampiamente motivati.
Qui però, come si legge nel quesito, sarebbe in corso – usiamo il
condizionale perché in questo momento le amministrazioni nutrono (non a
ragione, secondo noi) parecchie perplessità sull’area applicativa dell’art.
5 della l. 362/91 – un procedimento diretto a “decentrare” una o più sedi.
Il che potrebbe forse anche corroborare ulteriormente un rifiuto del
provvedimento, specie considerando che un programmato spostamento della
farmacia in altra zona del territorio comunale rafforzerebbe
indubitabilmente la temporaneità del diniego, per ciò stesso rendendolo,
come accennato, solo transitorio.
Come sarà chiaro, l’art. 11 del dl Cresci Italia almeno sulla disciplina
del famoso nullaosta non ha inciso minimamente, e per quanto La riguarda,
in definitiva, la richiesta del locatore potrebbe anche essere
legittimamente rigettata.

(gustavo bacigalupo)

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