Per la Cassazione la cessione di un immobile da demolire “torna” ad essere
cessione di fabbricato

La Corte di Cassazione (sentenza n. 4150 del 21/02/2014) ha ribaltato una
consolidata posizione dell’Agenzia delle Entrate (Risoluzione n. 395/E del
22/10/2008), per la quale la cessione di un immobile da demolire deve
essere assimilata alla cessione di un’area.
La differenza in termini di tassazione è evidente.
Ai sensi dell’art. 67 del T.U.I.R., infatti, le cessioni di fabbricati –
tranne alcune eccezioni – generano plusvalenze imponibili se intervengono
nel quinquennio intercorso dall’acquisto o dalla costruzione.
Le cessioni di aree edificabili, invece, danno sempre luogo a plusvalenze
imponibili per il cedente, quale che sia il periodo intercorso dal loro
acquisto.
Nella risoluzione sopra richiamata l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto,
come accennato, che la cessione di un fabbricato destinato alla demolizione
– si trattava nella fattispecie di un capannone che insisteva su un’area
oggetto di un piano di recupero – equivalga alla cessione di un’area
edificabile, cosicché, ai fini della qualificazione tributaria
dell’operazione, rileverebbe non tanto l’oggettiva natura del bene ceduto,
quanto la potenzialità edificatoria dell’area, che naturalmente si sarebbe
“recuperata” una volta abbattuto il fabbricato.
La Suprema Corte non è stata però d’accordo, perché, richiamandosi alla
lettera della legge (il citato art. 67 del T.U.I.R.) – che per l’appunto
qualifica come redditi diversi “…le plusvalenze realizzate a seguito di
cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione
edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della
cessione” – la sentenza conclude affermando che “di conseguenza, non
possono rientrare tra le stesse le cessioni aventi ad oggetto non un
terreno ‘suscettibile di utilizzazione edificatoria’ ma un terreno sul
quale insorge un fabbricato, e che quindi è da ritenersi già edificato.”.
Insomma, se quel che si cede è a tutt’oggi – anche fiscalmente – un
fabbricato, è di questo che si tratta e a nulla rilevano le intenzioni
dell’acquirente di demolirlo per recuperare la potenzialità edificatoria
dell’area.
(stefano civitareale)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!