Quando un lavoratore adotta un bambino – QUESITO
Una mia collaboratrice deve recarsi all’estero per adottare un bimbo e mi
ha chiesto un permesso di alcuni mesi. Cosa prevede la legge?

In tema di adozioni da parte di un lavoratore, i genitori adottivi sono in
principio assimilati a quelli biologici
Il T.U. Maternità e Paternità, infatti, prevede per l’adozione di un
bambino – sia nazionale che internazionale – un congedo di
maternità/paternità di cinque mesi. Se l’adozione avviene in territorio
nazionale il congedo deve essere fruito durante i primi cinque mesi
successivi all’effettivo ingresso del minore nella famiglia della
lavoratrice o del lavoratore, mentre, nelle adozioni internazionali, il
congedo può essere fruito anche prima dell’ingresso del minore in Italia,
cioè durante il periodo di permanenza all’estero richiesto dal singolo
Stato estero per l’incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla
procedura di adozione.
E laddove, durante la loro permanenza all’estero, non richiedano il congedo
di maternità/paternità, i genitori adottivi mantengono bensì il diritto al
congedo che tuttavia in tale evenienza non è retribuito con alcuna
indennità.
In caso di affidamento, infine, i lavoratori affidatari del minore hanno
diritto all’astensione dal lavoro per un periodo complessivo di tre mesi
che deve peraltro essere goduto entro l’arco temporale di cinque mesi
decorrenti dalla data dell’affidamento.
(rocco de carlo)

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