Rimborso al cliente del prezzo di un farmaco etico consegnato senza ricetta
– QUESITO

C’è un comportamento fiscalmente corretto per il farmacista di fronte alla
richiesta, molto frequente, del cliente che dice: “Dottore, io adesso le
pago il medicinale (cosa che già non si potrebbe fare in assenza di
ricetta), ma non riuscendo a trovare il mio medico ed avendone urgenza,
posso portarle in seguito l’impegnativa per il rimborso?” Ovviamente
trattasi di clienti abituali.

La “prassi” da Lei descritta nel quesito configura, come da Lei peraltro
indicato, un comportamento non conforme alle regole che disciplinano la
consegna di farmaci in assenza della prescritta ricetta medica.
Trattandosi però di un cliente abituale, il quale dichiara per di più di
avere urgenza del farmaco, potrebbe essere adottata (ma sarebbe forse più
appropriato dire adattata, e dunque, come diceva Manzoni, “adelante… con
juicio” perché è da maneggiare con molta cura) la soluzione prevista dal
decreto del Ministero della Salute del 31/03/2008, che consente al
farmacista – in caso appunto di estrema necessità e urgenza – di dispensare
medicinali senza presentazione della ricetta obbligatoria compilando e
consegnando al paziente l’apposito modulo ministeriale e osservando le
altre formalità prescritte (v. Sediva news del 21/03/2014: “I moduli
relativi ai farmaci consegnati in assenza della prescritta ricetta medica”.
Nel caso in cui, poi, il cliente torni con la prescrizione del farmaco in
questione (pagato integralmente al momento della sua dispensazione), si
pone il problema fiscale oggetto del quesito.
Infatti, all’atto della consegna della specialità è stato emesso
verosimilmente lo scontrino fiscale per l’intero importo, per cui è ora
necessario restituire il relativo corrispettivo in denaro al cliente,
battendo un nuovo scontrino per l’eventuale ticket.
Il precedente scontrino dovrà evidentemente essere annullato mediante
rettifica su quello di chiusura giornaliera riportando manualmente – e
firmando – un promemoria di quanto accaduto, deducendo dall’incasso
giornaliero (da trascrivere sul registro di prima nota dei corrispettivi)
l’ammontare corrispondente allo scontrino annullato.

(stefano civitareale)

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