Etica professionale “borderline” – QUESITO

Etica professionale al limite della decenza, oppure servizio al cittadino?
Nel comune vicino al nostro, dove siamo titolari in società io e mio
fratello, un medico nel suo ambulatorio ha apposto un cartello con questa
scritta: “Eliminare la fila, da oggi telefonando al numero (123456789)
potrai ritirare direttamente le ricette presso la Farmacia del dott. x
(nello stesso comune dove esercita il medico)”.
E’ possibile una cosa del genere?
A noi sembra tanto una subdola ed elegante forma coercitiva che dando la
possibilità di usufruire del servizio costringe le pecorelle a non uscire
dal gregge… o no?

La Vostra supposizione non è certo priva di fondamento.
L’art. 20 del codice deontologico, infatti, al terzo comma prevede
espressamente che “il farmacista non può accettare (potrebbe essere il caso
proposto nel quesito), né proporre l’esposizione di comunicazioni
pubblicitarie relative alla propria farmacia ovvero all’esercizio di cui
all’art. 5 della L. 248/2006 (parafarmacia) negli studi, ambulatori medici
e veterinari, cliniche e strutture sanitarie e socio assistenziali”.
Il comportamento del Vostro collega parrebbe quindi censurabile se non
altro perché in violazione proprio di tale disposizione e perciò, ove
debitamente provato, potrebbe essere passibile di denuncia o segnalazione
all’Ordine competente.
L’Ordine, s’intende, sarà tenuto a istruire in ogni caso un procedimento
disciplinare, qualunque possa esserne l’esito.

(valerio pulieri)

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