Il coniuge separato perde l’agevolazione “prima casa“se cede
(volontariamente) la casa coniugale

Il coniuge che, nel quadro dell’accordo di separazione consensuale,
trasferisca (volontariamente, perciò) la proprietà della casa familiare
all’altro coniuge, senza acquistare altra unità abitativa nello stesso
anno, decade dall’agevolazione “prima casa”.

Lo ha stabilito la Cassazione in una sentenza del mese scorso (n. 2263 del
03/02/2014).

Nel caso deciso dalla Suprema Corte due coniugi avevano convenuto – nel
contesto appunto di un’intesa, diretta alla sistemazione dei rapporti
patrimoniali in vista o all’interno della separazione personale – il
trasferimento da uno all’altro della (ex) casa familiare.

La sentenza ha dunque ritenuto che in tal caso la cessione, pur acquistando
efficacia sul piano giuridico soltanto in seguito al provvedimento di
omologazione, è riconducibile alla volontà del coniuge cedente e trova
quindi la sua fonte nell’accordo stesso.

Quanto basta, secondo gli Ermellini, per assimilare questa particolare
vicenda – se non altro proprio ai fini dell’agevolazione “prima casa” – a
un’autentica cessione, con la conseguente revoca (quando sia mancato, come
nella fattispecie decisa dalla Cassazione, il ri-acquisto entro l’anno) del
beneficio e il recupero da parte dell’Amministrazione finanziaria della
maggiore imposta, oltre a interessi e sanzioni.

(stefano
civitareale)

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