Se il concorrente meglio graduato non accetta la sede assegnatagli –
QUESITO

Tra qualche giorno dovrei ricevere l’interpello della Regione a seguito
dell’approvazione della graduatoria di un concorso bandito 5 anni fa.
Ma per la mia posizione in graduatoria non credo possa essermi assegnata
una delle sedi migliori e vorrei quindi sapere come devo comportarmi per
rientrare in un successivo interpello nel caso in cui qualche concorrente
che mi precede non accetti (come mi è stato riferito) la sede che gli verrà
offerta.

Siamo evidentemente nel pieno dell’ambito applicativo dell’art. 2 della l.
389/99, che così recita:
“Per l’assegnazione delle farmacie nei concorsi a sedi farmaceutiche,
anche se banditi anteriormente all’entrata in vigore della presente
legge, i candidati risultati idonei, entro sessanta giorni, sono
contemporaneamente interpellati secondo l’ordine di graduatoria.
L’indicazione espressa da ciascun candidato non può essere modificata.
Il candidato che non indica, entro il quinto giorno successivo a quello
dell’interpello,la farmacia prescelta , è esclusa dall’assegnazione.
L’assegnazione delle sedi avviene secondo l’ordine previsto dalla
graduatoria.
Le sedi farmaceutiche eventualmente resesi disponibili sono assegnate
secondo l’ordine di graduatoria agli altri candidati cui non é stata
assegnata una delle farmacie messe a concorso”.
E’ una disposizione che, con il congegno spietato che introduce, non Le
offre dunque grandi prospettive, almeno nella direzione da Lei indicata.
Infatti, il concorrente utilmente graduato, ricevuto l’interpello e reso
noto entro 5 giorni l’ordine delle sue preferenze in ordine alle sedi a
concorso, può accettare o non accettare quella offertagli (quale che sia,
la prima o l’ultima tra quelle indicate), ma, nell’una come nell’altra
eventualità, esce dal concorso senza la minima possibilità – nel caso di
rinuncia da parte di un concorrente meglio graduato ad un’altra sede che
egli abbia richiesto prioritariamente rispetto a quella assegnatagli – di
essere reinterpellato nel corso del secondo (del terzo, del quarto,
ecc…) interpello che seguirà.
Questa scelta del legislatore può non essere la migliore delle soluzioni (e
suscitare magari qualche sospetto di incostituzionalità, anche se al
riguardo il giudice amministrativo si è già espresso negativamente), ma
ricorderete tutti quanto si dilungassero le procedure concorsuali nel
sistema previgente e come la ragione stesse proprio nel diritto di ogni
concorrente utilmente graduato di essere reinterpellato anche più volte nel
caso di “liberazione” (per rinuncia di chi lo precedesse in graduatoria) di
sedi da lui indicate con priorità rispetto a quella assegnatagli in prima
battuta.
E’ chiaro perciò che in qualche circostanza potrebbe rivelarsi preferibile
per un concorrente circoscrivere le sue preferenze soltanto alle sedi di
suo stretto gradimento, ovvero essere addirittura collocato in graduatoria
in posizione tale da risultare nella prima fase di assegnazione come
“primo dei non eletti” piuttosto che come “ultimo degli eletti”, potendo
in ambedue tali eventualità aspirare a rientrare per la prima volta nella
seconda tornata, che riguarderà naturalmente proprio le sedi non
accettate o rinunciate, cioè le sedi – tra quelle contemplate nel bando di
concorso – “resesi disponibili” .L’art. 2 della l. 389/99, in ogni caso,
non presenta più ormai da tempo alcun serio dubbio interpretativo, e
comunque si applicherà integralmente non solo ai futuri concorsi ordinari,
ma in sostanza anche ai concorsi straordinari ora in corso di espletamento,
dato che al riguardo il comma 6 dell’art. 11 del dl. Cresci Italia ha
introdotto soltanto specifici termini acceleratori e senza incidere in
realtà sui meccanismi dettati dall’art. 2.
Qualche dubbio di legittimità può invece essere lecito su alcune ulteriori
particolarità innestate dai bandi regionali (come abbiamo osservato nella
Sediva news del 26/10/2012: “Il “bando unico” del concorso straordinario”)
che tra l’altro comminano l’esclusione “dalla graduatoria e dalla sede a
loro assegnata” anche dei vincitori di concorso che indichino nel loro
ordine di preferenze “un numero di sedi inferiore al numero della propria
posizione in graduatoria”.
Tale espressa previsione, quindi, impedisce nei fatti ai vincitori dei
concorsi straordinari di circoscrivere le loro opzioni alle sole sedi di
gradimento, quel che invece, come abbiamo appena visto, deve ritenersi
consentito nei concorsi ordinari, per il loro silenzio su questo aspetto,
sia dall’art. 2 della l. 389/99 che dall’art. 11; tuttavia, proprio per il
silenzio delle due disposizioni di legge, può forse riconoscersi – con una
migliore riflessione – che non si tratti di una prescrizione illegittima,
anch’essa peraltro evidentemente ispirata a esigenze di celerità
dell’intera procedura.

(gustavo bacigalupo)

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