La “collaborazione volontaria” per il rimpatrio di beni e attività
all’estero

Il Governo, nel Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, ha approvato il
testo del decreto legge sulla “voluntary disclosure”, che è la
“collaborazione volontaria” – di persone fisiche, società semplici ed enti
non commerciali – per il rientro di beni detenuti all’estero.

Non è quindi né un condono, né uno scudo fiscale, ma si tratta di una
“autodenuncia” di attività estere oggetto di evasione fiscale in Italia.

I beni “sanabili” – tutti pertanto attualmente detenuti in un Paese estero
– sono, in particolare, i conti correnti e i depositi, le partecipazioni
al capitale di soggetti non residenti, le valute estere, i contratti di
natura finanziaria stipulati con non residenti, le polizze vita e di
capitalizzazione, i contratti derivati conclusi sempre all’estero, i
metalli preziosi, gli atti di disposizione a favore di trust esteri,
qualunque strumento finanziario estero, i beni immobili, le auto, le
barche, gli aerei, le opere d’arte e i gioielli.

L’autodenuncia comporta il pagamento dei tributi corrispondenti, unitamente
agli interessi e alla sanzione nella misura di un sesto della maggiore
imposta accertata (aumentata ad un terzo nel caso di applicazione
dell’istituto dell’accertamento con adesione), la non applicazione delle
sanzioni penali nei casi di dichiarazione infedele (ove si possa
astrattamente ravvisare un reato per il superamento dei limiti degli
importi evasi previsti dalla legge), o l’applicazione delle sanzioni penali
ridotte alla metà nei casi di vera e propria frode fiscale e l’applicazione
della sanzione amministrativa del 2% degli importi non dichiarati negli
anni pregressi nel quadro RW del mod. Unico.

Gli interessati dovranno dunque valutare la convenienza dell’operazione di
“rimpatrio” da effettuare comunque (salvo il caso di proroghe o slittamenti
vari) entro il mese di settembre 2015, tenendo tuttavia conto che la
maggior parte dei Paesi una volta definiti “paradisi fiscali” stanno
eliminando il segreto bancario e firmando accordi di collaborazione con
l’Italia per gli scambi informativi.

(stefano lucidi)

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