Naturopatia in farmacia – QUESITO

Sono titolare di farmacia e ho la disponibilità di due stanze che vorrei
dare in comodato d’uso gratuito ad una naturopata che potrebbe svolgere la
sua attività di professionista, facendo quindi le proprie visite ai
pazienti e rilasciando regolare ricevuta fiscale.
Vorrei sapere se la legge mi consente di avere questa figura professionale
autonoma all’interno del mio locale.

L’attività di naturopatia può definirsi, se le nostre informazioni sono
corrette, come una pratica di medicina c.d. complementare che tuttavia
poco o nulla ha a che vedere con la professione medica, essendo
circoscritta alla valutazione e allo stimolo della capacità di
autoregolamentazione della persona allo scopo di mantenere o ripristinare
le condizioni di benessere psicofisico nella sua globalità.
Se questo è vero, quindi, il naturopata non svolge nessuna delle
prestazioni di competenza delle storiche professioni sanitarie, né di
quelle rientranti in una delle nuove riconosciute dai provvedimenti
ministeriali del 1994 e proprio per questo tutelate – anche se diversamente
tra loro – dall’ordinamento.
Non sembra quindi sussistano ostacoli di alcun genere all’inserimento di
questa figura (come di altre) all’interno della farmacia, pur se sarà
necessario instaurare con il naturopata un rapporto di locazione (o, come è
detto nel quesito, di comodato gratuito) avente ad oggetto la stanza
riservata all’esercizio di questa specifica attività.
Sarà poi il naturopata a dover fatturare direttamente le sue prestazioni
alla clientela della farmacia, perché, almeno al momento, può essere
complicato per varie ragioni (che prima o poi potranno essere superate)
ricondurle alla farmacia come tale.
In sostanza, quindi, valgono più o meno tutte le considerazioni espresse
nella Sediva news dell’11/12/13 (“Il biologo nutrizionista nella
farmacia”).

(giorgio proietti)

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