Varie sull’e-commerce – QUESITO

Mi ritrovo con alcuni omeopatici che naturalmente essendo farmaci non
possono essere venduti su internet (anche se molti lo fanno e purtroppo non
ci sono controlli) e in particolar modo mi ritrovo con Oscillococcinum
30 dosi (seguono varie esemplificazioni: ndr).
La ditta Boiron da me interpellata dice che non si possono vendere in
quanto farmaci ma io ho obiettato che i prodotti che iniziano con 9 sono
vendibili on-line.
Ora Le chiedo se puo’ chiarirmi questa posizione (è possibile che in Italia
non ci sia mai chiarezza?). Io sul mio sito ho reso attivi solo prodotti
che iniziano con 9XXX escludendo tutti gli altri (anche quelli con 103 per
esempio ecc.).
Inoltre, Le domando: è indifferente emettere fattura o scontrino?
Le spese di spedizione che penso vadano aggiunte in fattura sono con iva
(quale percentuale?) oppure esenti?
Le spese di contrassegno vanno aggiunte in fattura? se sì con iva?
Ultima domanda: sulla pagina facebook della farmacia posso pubblicizzare
degli sconti su prodotti otc?

L’attribuzione di un codice ad un prodotto, qualunque sia il suo numero
iniziale, non può evidentemente – di per sé – classificarlo come vendibile
o meno online.

Nel caso dei prodotti omeopatici, essi sono individuati dal d.lgs. 219/2006
(Codice comunitario dei farmaci) proprio come specialità medicinale, per
cui resta impossibile cederli tramite la rete, come anche il quesito
riconosce.

Per quel che riguarda la documentazione fiscale della vendita conclusa via
web, è sufficiente emettere lo scontrino fiscale che accompagni la merce
che verrà spedita, mentre a richiesta del cliente sarà invece obbligatorio
emettere fattura.

Le spese di spedizione, come quelle di contrassegno, vanno aggiunte al
totale dello scontrino o della fattura, con l’iva corrispondente a quella
applicata sul prodotto venduto online, trattandosi di una spesa c.d.
accessoria.

Quanto alla pubblicità su facebook degli sconti sugli OTC, ferma la loro
invendibilità online, l’art. 20 u.c. del Codice deontologico prevede che
“E’ conforme alle norme deontologiche rendere noti al pubblico elementi
conoscitivi, veritieri e corretti relativi ai servizi prestati, ai reparti
presenti nella farmacia, nonché ai prezzi praticati”.

Ora, un modo per “rendere noto al pubblico i prezzi praticati” è anche
quello di pubblicizzarli tramite appunto la pagina facebook della farmacia,
a patto che si rispetti il disposto dell’art. 11 comma 8 della l. 27/2012
(il dl. “Cresci Italia”), secondo cui, nel praticare sconti sui prezzi di
tutti i farmaci e prodotti venduti pagati direttamente dai clienti, deve
darsene adeguata informazione alla clientela, con la conseguenza che è
necessario che lo sconto già pubblicato su facebook sia anche ben visibile
presso i locali della farmacia.

(stefano civitareale)

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