Al via il nuovo ISEE

Il D.P.C.M. del 3 dicembre u.s. ha dato attuazione alla riforma dell’
I.S.E.E., varata dall’art. 5 del D.L. 6/12/2011 n. 2011 convertito con
modificazioni nella l. 22/12/2011 n. 14.
L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), come noto,
misura la situazione economico-patrimoniale delle famiglie per regolarne
l’accesso alle prestazioni – sia in moneta che in servizi sociali e socio-
sanitari – erogate dai diversi livelli dell’amministrazione pubblica.
Il criterio di calcolo tiene conto del reddito di tutti i componenti della
famiglia, nonché del patrimonio valorizzato al 20% e, attraverso una scala
di equivalenza, attribuisce il giusto peso alle economie di scala derivanti
dalla convivenza familiare, “parametrando” il risultato finale alla
composizione del nucleo familiare.
Il nuovo ISEE che emerge dalla riforma dovrebbe rappresentare uno strumento
più raffinato ed equo rispetto al precedente, in grado di “fotografare”
quindi con maggior precisione l’effettiva situazione socio-economico-
patrimoniale del nucleo familiare dato che, se da un lato viene adottata
una definizione più ampia di reddito ricomprendendo anche quelli esenti e
soggetti a ritenuta “secca” (che non figurano nella dichiarazione dei
redditi), dall’altro vengono sottratti gli assegni di mantenimento
corrisposti al coniuge divorziato o separato, e anche una quota (20%) dei
redditi di lavoro dipendente o di pensione fino ad un massimo,
rispettivamente, di 3.000 e di 1.000 euro.
Maggiore attenzione, inoltre, viene dedicata ai nuclei familiari con la
presenza di portatori di handicap, per i quali sono previste alcune
franchigie per le spese collegate alla condizione personale di tali
soggetti.
Nel dichiarato intento di ridurre – se non proprio di evitare – la piaga
dei c.d. “poveri in Ferrari”(abbiamo letto sui giornali vicende incredibili
sotto questo aspetto), viene poi ridimensionato il ricorso all’
autocertificazione, che ha favorito più di qualche abuso; con il nuovo
sistema, infatti, solo una parte dei dati utili per il calcolo verrà
acquisita per questa via, mentre il resto sarà richiesto alle
amministrazioni pubbliche di riferimento mediante interrogazioni
telematiche.
Si potrà, infine, calcolare un ISEE “corrente”, che aggiorni, in corsa,
l’ISEE già presentato, allorché le variazioni del reddito attuale rispetto
a quello risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi presa a
riferimento per il calcolo siano superiori al 25% e siano dovute, per i
lavoratori a tempo indeterminato, a risoluzioni, sospensioni o riduzioni
dell’attività lavorativa ovvero, per i “precari”, al mancato rinnovo del
lavoro a tempo determinato o del lavoro atipico, o ancora, per i lavoratori
autonomi alla cessazione dell’attività.

(stefano civitareale)

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