Farmacie pubbliche e private: turni di reperibilità del lavoratore non
residente – QUESITO

Vorrei sapere se è lecito che il farmacista dipendente di un consorzio di
farmacie pubbliche effettui turni notturni di reperibilità pur essendo non
residente; in caso affermativo, quale deve essere il trattamento economico
e a carico di chi va posto il soggiorno.

La reperibilità è un istituto di natura contrattuale con cui il lavoratore
mette a disposizione del datore di lavoro le sue prestazioni psico-fisiche
oltre il normale orario di lavoro allo scopo di garantire la continuità del
servizio espletato.
Salva diversa previsione della contrattazione nazionale, il ricorso alla
reperibilità deve essere oggetto di negoziazione con il lavoratore e quindi
la reperibilità non può essere imposta unilateralmente dal datore di
lavoro.

Nell’ambito delle farmacie private, il lavoratore – per l’assunzione
dell’obbligo di essere prontamente rintracciato al di fuori del proprio
orario di lavoro rendendosi quindi appunto “reperibile” – ha diritto di
ricevere un corrispettivo che è invece quantificato nella contrattazione
collettiva, che nello specifico recita:

1) “In caso di servizio notturno con reperibilità fuori farmacia, al
lavoratore, che dopo aver prestato normale servizio diurno abbia
l’obbligo della reperibilità nelle ore di chiusura della farmacia, spetta
un compenso pari al 10% della retribuzione mensile oltre un diritto fisso
per ogni chiamata pari all’importo stabilito dalla Tariffa Nazionale”.
2) “Per periodi di reperibilità inferiori al mese, tale percentuale viene
elevata al 12% se il servizio notturno con reperibilità fuori farmacia
viene svolto nella giornata della domenica o in quella del riposo
settimanale”.

Quanto invece alle c.d. farmacie municipalizzate, la normativa prevede
esplicitamente in capo al farmacista l’obbligo di prestare la propria
attività professionale anche nelle ore notturne, quando naturalmente la
farmacia effettua il servizio, né è contemplato per il lavoratore non
residente alcun divieto di prestazioni di reperibilità.
In ordine allo svolgimento del servizio notturno, il lavoratore sarà
inoltre così compensato:
a) in caso di servizio a porte aperte ininterrottamente durante le ore
notturne:
– con la maggiorazione del 20% in aggiunta alla retribuzione individuale
oraria;
b) in caso di servizio a porte chiuse per tutto il periodo notturno, con
presenza del personale in farmacia e con l’obbligo di rispondere ad ogni
chiamata:
– con la maggiorazione del 10% in aggiunta alla retribuzione individuale
oraria;
c) in caso di servizio misto a porte/battenti aperti e porte/battenti
chiusi, con l’obbligo per il personale di restare in farmacia per
rispondere ad ogni chiamata:
– con la percentuale prevista dai punti a) e b) in riferimento alla
modalità di svolgimento della prestazione se sia a battenti aperti o
chiusi.

Una maggiorazione aggiuntiva del 20%, rispetto ai punti sopra indicati, è
prevista per l’espletamento del servizio notturno ordinario coincidente con
la domenica mentre in caso di lavoro notturno coincidente con una delle
festività infrasettimanali la maggiorazione è elevata al 30%.

In merito alla reperibilità, il CCNL farmacie municipalizzate contempla
ulteriori/diverse indennità per il personale delle farmacie periferiche, di
frazioni o di piccoli centri.
I farmacisti di tali farmacie, che abbiano un solo farmacista e per le
quali sia fissato dall’autorità competente l’obbligo della reperibilità
nelle ore di chiusura per la spedizione delle ricette urgenti e/o un orario
di apertura settimanale della farmacia superiore alla durata settimanale
del lavoro e/o l’orario festivo antimeridiano, hanno diritto:

a) se il farmacista ha soltanto l’obbligo della reperibilità, ad una
indennità pari al 15% della retribuzione individuale mensile;
b) se il farmacista è tenuto a coprire un orario di apertura superiore alle
40 ore settimanali ma che non ecceda i limiti di 44 ore settimanali, ad
una indennità pari al 10% della retribuzione individuale mensile;
c) se il farmacista è tenuto a coprire un orario di apertura della farmacia
che superi le 44 ore settimanali, oltre al trattamento di cui al
precedente punto b) sino alle 44 ore settimanali di servizio, ad un
riposo compensativo equivalente alle ore di servizio prestato oltre le 44
ore, la cui data di godimento sarà concordata con l’azienda o, per ogni
ora di servizio effettivamente prestata oltre le 44 ore settimanali, alla
retribuzione individuale oraria maggiorata del 30%;
d) se il farmacista è tenuto a prestare servizio nell’orario festivo
antimeridiano, a mezza giornata di riposo compensativo, la cui data di
godimento sarà concordata con l’azienda, e alla sola maggiorazione, per
il lavoro festivo prestato, del 15% della retribuzione individuale orari.

Quanto al soggiorno e/o rimborsi, la normativa di riferimento non prevede
diritti in capo al lavoratore se non in caso di missioni o di trasferte.

Il nuovo accordo collettivo contempla anche un obbligo a carico delle
aziende di assicurare, direttamente o tramite convenzioni con punti di
ristorazione, il servizio mensa a tutti i dipendenti i quali devono
partecipare in quota percentuale del costo. Il diritto in capo al
lavoratore viene meno se non si avvale del servizio di mensa assicurato
dall’azienda.

Queste, in definitiva, alcune soluzioni agli interrogativi proposti.

(marco porry)

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