Pubblicato in G.U. il Regolamento per la rateazione dei debiti fiscali

Il “decreto del fare” recentemente convertito in legge dal Parlamento (v.
Sediva news del 12-13/9/2013) ha previsto, tra l’altro, la possibilità per
i contribuenti morosi di richiedere una dilazione di pagamento delle somme
iscritte a ruolo fino a 120 rate mensili, in luogo delle 72 attuali e che
la decadenza dal beneficio della rateazione scatterà soltanto in caso di
mancato pagamento di otto rate, anche se non consecutive.
Il provvedimento rimandava tuttavia, per la piena sua efficacia,
all’immancabile Regolamento ministeriale che però – almeno questa volta –
è stato ormai definito in termini ragionevoli, essendo stato pubblicato
nella G.U. dell’8 novembre u.s.
Dal suo testo emerge che la rateazione fino a 120 soluzioni mensili del
debito fiscale non sarà automatica, ma potrà essere concessa soltanto se
l’ordinario numero di 72 rate non è sostenibile dal contribuente e cioè se
l’ammontare della rata risulti superiore al 20% del reddito mensile del
nucleo familiare del contribuente, calcolato sulla base degli indici ISEE
(che può essere normalmente richiesto ai CAF).
Per le imprese, invece, la maggiore rateazione può essere concessa
soltanto se la rata risulti superiore al 10% del fatturato dell’azienda e
l’indice di liquidità sia compresa in certi coefficienti conseguenti a
calcoli complessi.
Naturalmente le rate non saranno automaticamente fissate in 120, ma
saranno determinate nel loro numero (compreso tra 73 e 120) dal
concessionario per la riscossione dei tributi in funzione del rapporto tra
ammontare delle rate e reddito disponibile.
Un iter quindi non semplicissimo, ma che può valere la pena percorrere in
ipotesi di “sofferenza” finanziaria.
(stefano lucidi)

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