L’annotazione del c.f. del cliente dopo la battitura dello scontrino –
QUESITO
Come ci si deve comportare quando il cliente vuole inserire il codice
fiscale dopo aver battuto lo scontrino?

Ricordiamo che la farmacia è tenuta al rilascio dello scontrino fiscale
c.d. “parlante” solo dietro espressa e tempestiva richiesta del cliente, e
questo perché tale documento, identificativo del soggetto sostenitore
della spesa, è alternativo alla fattura, la cui emissione per le cessioni
di beni effettuate dai commercianti al minuto in locali aperti al pubblico
– e quindi anche dalle farmacie – “non è obbligatoria, se non è richiesta
dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione” (art.
22, comma 1, DPR 633/72).

Se tuttavia, per ragioni di “politica” commerciale, vogliamo rimediare alla
dimenticanza del cliente, potremmo considerare l’intera vicenda come un
“errata battitura” e conseguentemente annullare lo scontrino emesso senza
l’indicazione del codice fiscale (non “parlante”), emettendo in sua vece
uno scontrino completo di questa indicazione (“parlante”) ma avendo cura di
annotare manualmente sullo scontrino ritirato una dicitura del tipo
“annullato per mancanza di codice fiscale”.

La stessa annotazione dovrebbe poi, prudentemente, essere apposta anche
sul giornale di fondo, se ancora cartaceo, una volta che – esauritosi –
verrà rimosso dal misuratore.

Nessuna indicazione dovrà invece esser fatta sullo scontrino di chiusura
giornaliera, perché il totale dei corrispettivi giornalieri non subisce
alcuna variazione, anche se bisognerà comunque allegare lo scontrino
annullato allo scontrino di chiusura giornaliera.

Naturalmente, se questa procedura sembra troppo complicata, in alternativa
si potrebbe sempre emettere la fattura che, come accennato, avrebbe la
stessa valenza dello scontrino parlante, almeno ai fini della
documentazione della spesa.

(roberto
santori)

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