Lo scontrino parlante per il “non farmaco” – QUESITO

Devo emettere lo scontrino parlante, a richiesta del cliente, anche per le
cessioni di prodotti diversi dai farmaci?

La questione è già stata trattata approfonditamente, in particolare, nella
Sediva News del 14/02/2008, alla quale quindi, anche se un po’ “datata”,
rimandiamo.
Qui ci limitiamo a ribadire che il c.d. “scontrino parlante”- cioè lo
scontrino fiscale integrato con l’indicazione della natura, qualità e
quantità dei beni ceduti e del codice fiscale del cliente – è stato
introdotto nel nostro ordinamento quasi vent’anni fa con l’art. 3 del DPR
n. 696 del 21/12/1996, ma ha conosciuto il suo momento di notorietà
soltanto con l’art. 1, commi 28 e 29, della L. 296 del 27/12/2006
(Finanziaria 2007) che ha previsto, come sappiamo, la sua obbligatorietà ai
fini della detrazione fiscale delle spese sostenute per l’acquisto di
medicinali in alternativa all’emissione della fattura.
Tuttavia la legge non attribuisce evidentemente al farmacista alcun
“sindacato” in ordine alla detraibilità fiscale o meno di una spesa in
farmacia – valutazione questa che riguarda esclusivamente il sostenitore
della spesa (e, al più, il suo commercialista) – e inoltre la richiesta del
cliente di documentare in tal modo le spese sostenute potrebbe avere anche
finalità diverse dalla mera detraibilità fiscale, come ad esempio quella
di documentare in forma certa ed inequivocabile la spesa stessa per
ripartire poi l’onere con il coniuge separato.
Ne consegue perciò che il farmacista potrà/dovrà rilasciare lo scontrino
parlante ad ogni richiesta del cliente, dunque anche quando l’acquisto
faccia riferimento a spese non detraibili fiscalmente, senza incorrere in
alcuna responsabilità circa il “cattivo uso” che il cliente possa farne.
D’altra parte, dinanzi alla richiesta di una documentazione fiscalmente
idonea della spesa l’alternativa allo scontrino parlante sarebbe
fatalmente, come accennato, quella dell’emissione della vera e propria
fattura di vendita, che è un’operazione indubbiamente più onerosa sul
piano amministrativo.

(roberto santori)

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