La diversità del prezzo tra il banco e il distributore automatico – QUESITO

Abbiamo recentemente installato un distributore di profilattici. I prezzi
praticati dal distributore devono corrispondere a quelli praticati in
farmacia?

Trattandosi di prodotti “non farmaco” – il cui prezzo, come è noto, è
completamente liberalizzato – se le modalità di dispensazione al pubblico
adottate dalla farmacia sono nel concreto più di una (cioè, sia al banco
che tramite distributori automatici) è senz’altro giustificabile una
differenziazione dei prezzi.
Un aspetto di criticità potrebbe insorgere quando il prezzo del
profilattico distribuito con la macchina sia inferiore – come peraltro è
ragionevole credere, considerando i minori costi di vendita – rispetto a
quello dello stesso “pezzo” distribuito al banco.
Tale minor prezzo, infatti, potrebbe in realtà essere considerato quale
sconto praticato alla sola clientela che acquista dal distributore e non a
quella che viceversa si serve al banco, e questo in violazione, tanto per
intenderci, dell’art. 11, comma 8, del d.l. 1/2012 convertito in l.
27/2012, che consente, come sappiamo, alle farmacie di praticare sconti su
tutti i prodotti ceduti, alla condizione però che gli sconti siano
uniformemente applicati a tutta la clientela.
Peraltro, proprio sotto questo profilo, la diversa forma di distribuzione
potrebbe probabilmente legittimare la differenza di prezzo, perché non c’è
dubbio che la norma richiamata intenda tutelare la clientela della farmacia
da comportamenti discriminatori ed arbitrari che invece, in una situazione
del genere, parrebbero francamente irrintracciabili.

(stefano civitareale)

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