La legge laziale sulla riduzione delle imposte a carico di aziende in crisi
– QUESITO

Mi è stato riferito che una legge regionale del Lazio del 2001 (la n. 34
del 13/12/2001) prevede  una riduzione delle aliquote IRAP per le aziende
in crisi. Questa normativa è applicabile anche alle farmacie, ovviamente
quelle che si trovano in uno stato di sofferenza? E qual è il parametro che
identifica la “crisi”?

L’art. 5 della L.R. Lazio n. 34 del 13/12/2001 contempla una riduzione
dell’aliquota Irap prevista dalla legge statale nella misura dello 0,50%
per talune categorie di settori produttivi, tra cui le farmacie, quindi
tutte le farmacie laziali; una vicenda che quelle da noi assistite ben
conoscono perché è una riduzione di cui nel concreto da parecchi anni
beneficiano, anche se naturalmente soltanto in sede di dichiarazione dei
redditi.
Questa legge consente inoltre di ridurre la detta aliquota di un ulteriore
1% nel caso in cui sia stato dichiarato lo stato di crisi aziendale ai
sensi della l. 23 luglio 1991 n. 223, in materia di Cassa Integrazione
Mobilità e trattamenti dei disoccupazione, e però, si ricordi, possono
accedervi soltanto le imprese che abbiano occupato mediamente più di 15
lavoratori nel semestre precedente la data di richiesta di intervento di
integrazione salariale, e quindi in pratica è una doppia condizione (stato
di crisi e numero dipendenti) che rende evidentemente molto modesto il
numero delle farmacie che possono beneficiarne.
Si tratta in ogni caso di un’ulteriore agevolazione che la Regione Lazio ha
inteso a suo tempo concedere, avuto riguardo a eventuali particolari
momenti di vita dell’impresa in cui si crea uno squilibrio economico-
finanziario destinato a perdurare e a portare l’impresa all’insolvenza e al
dissesto in assenza di opportuni interventi di risanamento.
Ma, ribadito il limite degli oltre 15 dipendenti occupati, non è certo
un’agevolazione che possa concedersi “automaticamente” e/o per il solo
fatto che una farmacia, o una qualsiasi altra impresa, si trovi in
difficoltà finanziaria.
(roberto santori)