Nessuna ritenuta sui rimborsi spese agli “occasionali”

Se per una prestazione di lavoro autonomo occasionale è stato concordato un
mero rimborso delle spese vive necessarie per l’esecuzione dell’incarico,
il committente non è obbligato ad operare la ritenuta d’acconto del 20%
sulle somme erogate: è la conclusione raggiunta dall’Agenzia delle Entrate
in una recentissima risoluzione, rilasciata in risposta ad un interpello.

Precisa infatti l’Agenzia che, nel caso in questione (compenso pari alle
spese strettamente necessarie per l’esecuzione dell’incarico), il reddito
imponibile è pari a zero e quindi in pratica l’incarico è sostanzialmente
gratuito; di qui il venir meno dell’obbligo, per il committente, di operare
la ritenuta – previa, però, acquisizione dal prestatore della
documentazione delle spese, se queste non sono state direttamente
anticipate dal committente stesso – e l’obbligo, per il prestatore, di
indicare in dichiarazione alcunché.

Ma la semplificazione, attenzione, è strettamente circoscritta appunto
all’ipotesi “compenso uguale spese vive”: è sufficiente, infatti, che il
compenso ecceda anche di poco le spese vive perché si ripristini per il
committente l’obbligo della ritenuta (sull’intero compenso corrisposto e
non sulla sola differenza) e per il prestatore quello della dichiarazione.

(valerio
pulieri)

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