L’aumento (irrevocabile?) dell’aliquota iva ordinaria dal 21 al 22%

Da oggi dunque, 1° ottobre 2013, entra in vigore l’aumento dal 21% al 22%
dell’aliquota iva ordinaria, che riguarda in particolare il parafarmaco in
genere e naturalmente anche l’erogazione di servizi.
Sono pertanto esclusi tutti i prodotti assoggettati alle aliquote del 10% e
4%, come i farmaci e i dietetici.
La nuova aliquota è applicabile non soltanto alle cessioni dei beni –
quelli che vi sono assoggettati, evidentemente – operate da oggi in poi, ma
anche a quelle effettuate sino a ieri quando le relative fatture (come
quelle riguardanti la Dpc e altri servizi alla p.a.) siano emesse
successivamente al 30/9/2013 e dunque a decorrere dalla data odierna.
Il prezzo dei prodotti, per questo passaggio dal 21 al 22%, lievita dello
0,833%, e quindi – sempreché la farmacia ritenga di trasferire la maggiore
imposta aumentando proporzionalmente il prezzo al pubblico di tali prodotti
che, come è noto, sono tutti a “prezzo libero” – il vecchio importo va
moltiplicato per 1,0083.
Prima di chiudere, un suggerimento pratico: attendiamo almeno un paio di
giorni prima di emettere fatture riguardanti i prodotti interessati e/o per
aggiornare come sopra detto il loro prezzo al pubblico, perché non si può
escludere del tutto in queste ore un ripensamento governativo che
all’ultimo momento (anzi, per la verità, virtualmente “fuori tempo
massimo”) adotti un provvedimento di rinvio ulteriore dell’aumento
dell’aliquota (una sua soppressione almeno per il momento non è minimamente
ipotizzabile, perché ci metterebbe contro tutta l’Europa) e, operando in
pratica ex tunc, sterilizzi nei fatti anche quel che può essere accaduto
dalle ore 00.00 di oggi in poi.

(franco lucidi)

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