La cartella notificata al domicilio del defunto

Se gli eredi non provvedono a comunicare all’Agenzia delle Entrate le
proprie generalità e il loro domicilio non possono contestare la conoscenza
di atti – come, ad esempio, le cartelle di pagamento – notificate
all’indirizzo del defunto.

E infatti, secondo l’art. 65 del DPR 600/73, “gli eredi rispondono in
solido delle obbligazioni tributarie il cui presupposto si sia verificato
anteriormente alla morte del dante causa” (e dunque la cartella, anche se
intestata al defunto, riguarda in realtà proprio loro…), e appunto per
questo “devono comunicare all’ufficio delle imposte il domicilio fiscale
del dante causa le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale.”.

In particolare, come ha ora ribadito la Cassazione (sentenza 17/7/2013 n.
17430), tale comunicazione non può essere sostituita da altre fonti di
conoscenza indirette (come, in primo luogo, la denuncia di successione sia
pur regolarmente presentata) e pertanto, in caso di mancata comunicazione,
la notifica della cartella esattoriale intestata al de cuius è
legittimamente effettuata presso il suo ultimo domicilio ed è ovviamente
pienamente efficace nei confronti degli eredi.

Quindi, se si vogliono evitare sorprese, specie quando nell’ultimo
domicilio del defunto non vi sia più nessuno che raccolga regolarmente la
corrispondenza, è bene provvedere all’inoltro della comunicazione di cui
sopra.

(valerio
salimbeni)

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