Le prestazioni del dietista rese gratuitamente dalla farmacia – QUESITO

Voglio offrire alla mia clientela il servizio gratuito di consulenza
dietologica; come va impostata la fattura che il professionista di cui mi
avvalgo emetterà a fronte del corrispettivo pattuito.

Ci pare che la persona cui Lei si è rivolto aderisca alla figura
professionale del dietista, disciplinata dal D.M. 14/09/1994 n. 774.
In tal caso, le prestazioni da lui rese (al cliente della farmacia, sia
pure per conto di quest’ultima) sono esenti da iva ai sensi dell’art. 10 n.
18) del Dpr. 633/72, rientrando tra “le prestazioni sanitarie di diagnosi,
cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni
arti sanitarie… individuate con decreto del Ministro della Sanità, di
concerto con il Ministro delle finanze”.
E infatti, il D.M. 29/3/2001 (art. 4, punto 1.2 lett. e), cui fa espresso
rinvio il D.M. 17/05/2002 (art. 1, lett. c), ricomprende anche la figura
del dietista tra le professioni sanitarie (di area tecnico-assistenziale)
beneficiarie della norma agevolativa.
La fattura del “Suo” professionista alla farmacia per tali prestazioni
dovrà quindi essere esente da iva, riportando il titolo di esenzione
[esente ai sensi dell’art. 10. n. 18) D.P.R. 633/72 – DD.MM. 17/05/2002 e
29/03/2001].
Quanto ai rapporti tra la farmacia e la propria clientela, non daranno
luogo ad alcun adempimento, dato che le prestazioni gratuite di servizi,
contrariamente alle cessioni di beni, non si configurano ai fini iva come
operazioni imponibili (arg. art. 3, D.P.R. 633/72).
Aggiungiamo, per completezza, che se invece la farmacia richiedesse un
compenso ai clienti per prestazioni del genere, l’importo sarebbe soggetto
ad iva ad aliquota ordinaria, non rientrando infatti il dietista tra le
figure professionali previste dal progetto di assistenza domiciliare
integrata (ADI) introdotto dalla l. 69/2009 e norme conseguenti (D.Lgs.vo
153/2009 e D.M. 16/12/2010), che contempla esclusivamente quelle
dell’infermiere, del fisioterapista e dell’operatore socio-sanitario.
Il che impedirebbe altresì, per di più, di ritenere valide – anche per
questa figura professionale – le conclusioni raggiunte dall’Agenzia delle
Entrate nella risoluzione n. 128/E del 20/12/2011 con cui, come si
ricorderà, è stato chiarito che la prestazione di quegli operatori
sanitari, e solo di questi, è sempre esente in tutti i passaggi in cui
venga frazionato il rapporto farmacia-paziente (v. per approfondimenti
Sediva news del 16/04/2012 e dell’08/05/2012, e anche la circolare
Federfarma del 05/07/2012).
(roberto santori)

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