La conversione in legge del “decreto lavoro”

La legge 9/8/2013 n. 99 (in G.U. del 22/8/2013 e in vigore dal 23/8/2013),
che ha convertito in legge il dl. 76 del 28/6/2013, conferma per la gran
parte le disposizioni contenute nel testo originario del provvedimento, da
noi già esaminato nella Sediva News del 04/07/2013, che conserva pertanto
la sua attualità e alla quale rinviamo.

Vi è da aggiungere che, con riguardo ai contratti di associazione in
partecipazione non in linea con le disposizioni della legge Fornero, le
aziende potranno regolarizzare – nel periodo compreso tra il 01/06/2013 e
il 30/09/2013 – i rapporti che ne conseguono, “trasformandoli” in contratti
di lavoro subordinato a tempo indeterminato o anche in contratti di
apprendistato.

Il lavoratore, da parte sua, deve sottoscrivere un atto di conciliazione
per tutti i contenziosi eventualmente pendenti e relativi al rapporto di
associazione in partecipazione, mentre il datore di lavoro deve versare un
contributo straordinario del 5% della quota di contribuzione a carico degli
associati per un periodo di 6 mesi.

Sempre il datore di lavoro, inoltre, non potrà recedere dal nuovo rapporto
di lavoro subordinato per un periodo di 6 mesi, sempreché non si ricorra ad
un licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo
(disciplinare).

Per quanto riguarda, invece, il contratto di lavoro a tempo determinato, il
Ministero competente ha emanato una circolare che ha precisato che questo
tipo di contratto, qualora sia acausale (cioè non sia stata enunciata la
causa per la quale è stato concluso) può avere una durata maggiore di 12
mesi (il limite temporale previsto dalla legge) nell’ipotesi in cui questo
sia consentito dalla contrattazione collettiva di qualsiasi livello e
quindi anche aziendale.

Il Ministero ha precisato anche che la proroga del contratto acausale può
riguardare contratti già stipulati prima dell’entrata in vigore del decreto
legge (28/6/2013) e non ancora scaduti e che è sufficiente rispettare
l’intervallo di 10 o 20 giorni da un contratto all’altro anche se il primo
rapporto a tempo determinato è sorto prima del 28/6/2013.

Ma il provvedimento è intervenuto anche, come si ricorderà, in materie
diverse dai rapporti di lavoro ed è quindi opportuno farvi qualche cenno
ulteriore.

In particolare:

– è stato posticipato dal 1/7/2013 al 1/10/2013 l’aumento dell’aliquota
iva ordinaria dal 21 al 22%;

– le Regioni commissariate possono prevedere una “corsia preferenziale”
per il pagamento dei debiti collegati ad azioni esecutive non più
sospese successivamente alla sentenza della Corte Costituzionale che
impediva i pignoramenti;

– l’acconto Irpef 2013 è passato dal 99 al 100% dell’Irpef 2012 e il
relativo versamento dovrà essere effettuato con la seconda rata di
novembre;

– l’acconto Ires, sempre per l’anno 2013, passa dal 100 al 101%;

– l’acconto delle ritenute sugli interessi maturati, che gli istituti di
credito devono versare per il 2013 e il 2014, diventa del 110%.

La vera questione, come si vede, sta sempre in definitiva nella copertura
finanziaria dei provvedimenti agevolativi.

(giorgio bacigalupo)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!