L’abolizione dell’IMU sulla prima casa e altre fiscalità immobiliari

Anche se qualche idea al riguardo se la saranno già formata un po’ tutti, è
opportuna perlomeno qualche nota riassuntiva sul dl. n. 102 del 31/08/2013,
entrato in vigore nello stesso giorno, con cui tra l’altro è stata anche
definitivamente soppressa la prima rata dell’IMU dovuta per l’anno 2013
sulla c.d. “prima casa” e sulle sue pertinenze, nonché sui terreni agricoli
e i fabbricati rurali, mentre continuano a non essere esentate le
abitazioni principali c.d. “di lusso” (cat. A/1, A/8 e A/9).

Per la soppressione della seconda rata sarà tuttavia necessario attendere
l’approvazione della legge di stabilità, come del resto promesso dal
Governo.

Con lo stesso provvedimento è stata però anche disposta l’abolizione della
seconda rata dell’IMU 2013 dovuta dalle imprese di costruzione sulle unità
immobiliari destinate alla rivendita, fintantoché tuttavia permanga tale
destinazione e non siano in ogni caso locate. Scatta, invece, dal 2014
l’esenzione dall’imposta degli immobili destinati alla ricerca scientifica.

Non hanno però trovato collocazione nel decreto, almeno per il momento, le
disposizioni annunciate dagli organi di informazione relativamente al
ripristino dell’imponibilità ad irpef (seppur limitata al 50%) delle unità
immobiliari non locate, come anche la deducibilità del 50% dell’IMU pagata
da imprese e professionisti per gli immobili utilizzati per la loro
attività produttiva, ma importanti esponenti di Governo hanno annunciato la
riproposizione del problema sempre in sede di approvazione della legge di
stabilità.

Il decreto ha inoltre anche ridotto dal 19 al 15% l’aliquota sostitutiva
irpef della “cedolare secca” per i soli contratti a canone concordato (che,
lo rammentiamo, sono quelli di locazione stipulati per immobili situati in
aree ad alta densità abitativa) con l’adesione delle organizzazioni
sindacali dei proprietari e degli inquilini; lo scopo è naturalmente quello
di “rilanciare” questa figura contrattuale.

Quanto alla Tares (la vecchia tassa sulla nettezza urbana), il d.l. precisa
che il regolamento comunale – in base al quale verrà calcolata la tassa da
versare a dicembre 2013 (mentre l’acconto è stato calcolato con i vecchi
criteri della Tarsu) – dovrà tener conto del principio “chi inquina, paga”,
sancito peraltro da una direttiva dell’Unione Europea.

La tariffa dovrà essere commisurata sulla base della quantità e qualità dei
rifiuti prodotti in relazione alla tipologia delle attività svolte e in
ogni caso, diversamente da quanto disposto dalle norme attualmente in
vigore, deve essere assicurata da parte del Comune la copertura integrale
dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio; come dire
che c’è da aspettarsi un incremento anche di questo balzello.

Sono state poi approvate misure di sostegno per l’erogazione di mutui
agevolati destinati alla ristrutturazione, al risparmio energetico e
all’acquisto dell’abitazione principale anche da parte di giovani coppie
titolari di lavoro c.d. atipico.

È stato anche istituito un fondo con una dotazione di 20 milioni (finirà
perciò prestissimo…) per aiutare gli inquilini morosi, sempre che la
morosità non sia imputabile a loro colpa. Sarà comunque necessario
attendere un decreto ministeriale di attuazione.

In ordine, infine, alla copertura finanziaria del decreto è stata anche
disposta, tra le altre misure, la riduzione della detrazione irpef dei
premi assicurativi sulla vita, dato che il 19% riguardante questa
detrazione non si applicherà più sui premi pagati fino a 1.291,14 Euro, ma
su quelli fino a 630 Euro per l’anno 2013 e fino a 230 Euro a decorrere
dall’anno 2014; per di più, tale disposizione si applica anche sulle
polizze sottoscritte prima del 2000.

Come abbiamo rilevato più volte, insomma, con una mano l’Amministrazione da
qualcosa a qualcuno ma con l’altra toglie qualcos’altro a qualcun altro; ed
è d’altronde quanto mai agevole per il legislatore tributario recuperare le
risorse riducendo i tanti bonus previsti – in termini di detrazioni e di
deduzioni – nel ns. sistema attuale, come purtroppo dovremo probabilmente
constatare leggendo il testo, che sarà come al solito un “omnibus” come
tanti altri, della già ricordata prossima legge di stabilità, cioè della
Finanziaria 2014.

Da ultimo, ancora una notazione: non vi è traccia nel decreto della nuova
“service tax” che dovrebbe sostituire a decorrere dal 2014 l’IMU sulla
prima casa, che infatti dovrebbe essere ridisegnata unitamente (forse) ad
una revisione della tassazione sugli immobili.

Vedremo le novità, e non saranno poche, che il Parlamento apporterà in sede
di conversione in legge.

(franco lucidi)

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