La fattura con iva al 4% per i “prodotti” destinati ai disabili gravi –
QUESITO
Un cliente viene in farmacia e acquista prodotti con iva al 10 e al 21%, ma
al momento del pagamento esige la fattura con iva al 4, mostrandomi la
certificazione dell’Asl da cui si rileva che la Commissione competente ha
accertato in ordine all’interessato un handicap grave rientrante tra i
requisiti previsti dall’art. 3 comma 1 l. 104/92.
Posso fatturare con l’iva al 4%?

Dal quesito e dalla documentazione ad esso allegata non siamo riusciti a
evincere con certezza la natura dei “prodotti” in questione, pur se,
considerando anche la certificazione prodotta, dovrebbe trattarsi
di“protesi e ausili permanenti inerenti a menomazioni di tipo funzionale
permanenti”, che il n. 41-quater della tabella A del DPR 633/72 assoggetta
per l’appunto ad aliquota ridotta del 4%.

D’altra parte, la certificazione esibita dal cliente denuncia l’esistenza
di un handicap grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della l. 104/92,
secondo il quale “qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotta
l’autonomia, correlata all’età in modo da rendere necessario in intervento
assistenziale permanente nella sfera individuale o in quella di relazione,
la situazione assume connotazione di gravità”.

Conseguentemente, se la supposizione iniziale è corretta, i “prodotti” che
il cliente chiede di acquistare ad aliquota agevolata sono quelli cui fa
riferimento la disposizione appena citata e sono tutti quelli che possono
essere di ausilio, nella vita quotidiana, ad agevolare il portatore di
handicap nella sfera personale e relazionale per la specifica menomazione
funzionale permanente (di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio)
da cui è affetto.

Possono dunque fruire dell’agevolazione non solo le protesi di qualsiasi
genere (dentarie, ortopediche, oculistiche, ecc.) – senza dubbio reperibili
anche in farmacia – ma anche i mezzi necessari alla deambulazione e al
sollevamento del disabile (servoscala, piattaforme elevatrici, ecc.) nonché
i sussidi tecnici e informatici volti a facilitare l’autosufficienza
(computer, fax, modem, telefoni a viva voce, ecc.), sia generici sia
adattati per lo specifico handicap, e questi ultimi, forse, meno facilmente
rinvenibili presso una comune farmacia.

Per concludere, non esistendo un elenco esaustivo dei mezzi in questione,
il disabile può chiedere in farmacia qualsiasi “prodotto” inerente alla sua
menomazione, ma per godere dell’aliquota ridotta egli deve esibire alla
farmacia – come a qualsiasi altro venditore, s’intende – non solo il
certificato rilasciato dalla ASL attestante l’esistenza di un’invalidità
funzionale rientrante tra le quattro forme ammesse (motoria, visiva,
uditiva e del linguaggio), ma anche, a rigore, la specifica prescrizione
rilasciata dal medico specialista della ASL di appartenenza, da cui risulti
il collegamento funzionale tra la menomazione e il sussidio tecnico e
informatico o l’ausilio richiesto.

La farmacia dovrà naturalmente conservare tale documentazione – magari
allegandola alla fattura – a riprova della corretta applicazione
dell’aliquota ridotta del 4% in luogo di quella ordinaria (10 o 21 che
sia).

(franco lucidi)

N.B. – Come noto, ormai da qualche tempo, tutte le scadenze (per il
pagamento dell’iva, delle ritenute d’acconto sui compensi di lavoro
autonomo e sugli stipendi, della rata delle imposte relative al Mod. UNICO
2013, dei contributi Inps, ecc…), originariamente fissate nel periodo
compreso tra il 1° e il 16 agosto, sono state DEFINITIVAMENTE spostate al
giorno 20 di agosto, e quindi, per quest’anno, al 20 agosto 2013.
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“Piazza Pitagora”e “Sediva News” sospendono oggi le loro pubblicazioni,
che riprenderanno
il 12 settembre p.v.
Buone vacanze a chi va in ferie e buon lavoro a chi resta
(e anche a chi “rientra”)

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