Un procedimento singolare per la determinazione delle commissioni esposte
in fattura – QUESITO

Una ditta, operante in campo nazionale nella distribuzione di farmaci, ha
di recente introdotto una formula per la determinazione delle commissioni
che prende come base di calcolo il fatturato mensile dei clienti e lo
suddivide in 3 fasce secondo un certo schema che viene riportato sulle
singole bolle di consegna.
Il rappresentante di zona, poi, a sua discrezione, con un rapporto
all’Azienda, stabilisce anche esoneri dal pagamento.
Vorremmo sapere se la fattura mensile a saldo delle relative bolle,
predisposta sulla base di questi esoneri discrezionali del rappresentante,
possa essere sufficiente per sollevare la farmacia da possibili successive
rivendicazioni della ditta.

Abbiamo riassunto quanto possibile il lunghissimo quesito, sperando di non
averne tradito il senso.

Dunque, normalmente il prezzo della fornitura di merci ricomprende anche i
costi accessori tra cui quello di trasporto (cfr. OIC – Principi Contabili
Nazionali – Documento interpretativo n. 1 del Principio contabile 12).

E però, tali costi possono ben essere liquidati distintamente in funzione
dei più diversi parametri (quali, ad esempio, il numero e la frequenza
delle consegne, il valore di ciascuna singola fornitura, il monte acquisti
annuale) anche a posteriori; questi accordi, tuttavia, devono risultare in
forma scritta per vincere la presunzione che il prezzo della fornitura sia
per l’appunto comprensivo di ogni prestazione accessoria.

Quanto alle modalità di esposizione in fattura, generalmente le spese di
trasporto vengono inserite, sia pure con indicazione separata, nella
fattura di cessione delle merci.

Ma se le dinamiche contrattuali richiedono una fatturazione distinta – ad
esempio perché le spese sono modulate in funzione del monte acquisti
annuale, conoscibile con esattezza solo alla fine dell’anno – deve essere
anche individuato un termine puntuale di liquidazione e di addebito delle
spese in argomento, trascorso il quale la farmacia possa ragionevolmente
ritenere che il fornitore vi abbia rinunciato, tanto più in casi di
comportamenti “discrezionali” come quello descritto nel quesito.
(stefano civitareale)

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