Il divieto di prelievi di sangue in farmacia – QUESITO

Perché il prelievo del sangue non può essere effettuato in farmacia da
parte di un infermiere?

Il D. Lgs. n. 153 del 2009, nel descrivere all’art. 1 i nuovi servizi
erogati dalle farmacie nell’ambito del SSN, esclude espressamente
l’effettuazione presso gli esercizi di attività di prescrizione e diagnosi,
come anche il prelievo di sangue o di plasma mediante siringhe o
dispositivi equivalenti, circoscrivendo ai servizi di secondo livello
erogabili dalle farmacie le prestazioni analitiche di prima istanza
rientranti nell’ambito dell’autocontrollo.

Tale divieto, ecco il punto, potrebbe intendersi esteso anche alle
prestazioni svolte a favore di “privati” (e dunque non solo in convenzione
con il SSN), anche perché verosimilmente la norma ha voluto tutelare in
qualche modo l’attività dei laboratori di analisi.

Naturalmente, non si comprenderebbe perché mai il medico o l’infermiere
“prelevatore” – incaricato da un laboratorio in possesso delle prescritte
autorizzazioni – possa effettuare la sua prestazione presso il domicilio
del paziente (per poi trasferire il campione di sangue presso il gabinetto
di analisi), e non invece in farmacia, che pure potrebbe garantire un
ambiente sicuramente migliore sotto vari aspetti, perlomeno rispetto a
quello “casalingo”.

E tuttavia l’espressa previsione normativa non par consentire – almeno al
momento – interpretazioni diverse da quelle ricavabili dalla suo dettato
letterale.

(stefano lucidi)

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