Sulla “detassazione” della c.d. retribuzione di produttività – QUESITO

Sono un farmacista collaboratore e seguo costantemente le vostre news.
Vi chiedo di chiarirmi le condizioni per fruire dell’applicazione
dell’imposta sostitutiva del 10%  per i premi di produttività e di
risultato, come previsto dal d.p.c.m. del 22 gennaio 2013, perché né
l’Ordine dei farmacisti né il titolare della farmacia hanno saputo fornirmi
lumi in merito.

Non si tratta di “lumi” particolari o misteriosi, perché questa è una
vicenda che, più o meno negli stessi termini, è ormai in atto da qualche
anno e sulla quale perciò non gravano incertezze di rilievo.
Dunque, il Dpcm. del 22 gennaio u.s. ha previsto l’assoggettamento a
imposta sostitutiva del 10% delle somme erogate a titolo di retribuzione di
produttività, e di tale “detassazione” possono beneficiare i lavoratori il
cui reddito da lavoro dipendente non abbia superato, nell’anno 2012, la
somma di 40.000 euro.
Inoltre, l’importo massimo “detassabile” è di 2.500 euro lordi.
Nel provvedimento è specificato il significato di retribuzione di
produttività e l’applicabilità della “detassazione” è subordinata a un
accordo territoriale o aziendale in cui il datore di lavoro confermi la
produttività dell’impresa.
Vi è un ulteriore obbligo  in capo ai datori di lavoro, che è quello del
deposito degli accordi presso la Direzione Territoriale del lavoro entro 30
giorni dalla loro sottoscrizione, allegando una dichiarazione di conformità
dell’accordo stipulato alle norme contenute nel decreto; tuttavia, in caso
di stipula presso una organizzazione sindacale, tale obbligo è a carico
proprio di quest’ultima.
Infine, sul piano formale, il lavoratore deve semplicemente dichiarare di
non superare il reddito massimo di 40.000 euro e naturalmente anche di
voler usufruire della “detassazione”.

(marco porry)

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