Un caso classico di “Comune fai da te”, ma qui non ci sono rimedi – QUESITO

Nel comune confinante la farmacia comunale sta trasferendo l’esercizio dal
capoluogo ad una frazione a me vicina, in virtù di una delibera di un anno
e mezzo fa rimasta per tutto questo tempo ineseguita.
Che posso fare?

In realtà può fare ben poco, anzi nulla perlomeno sul piano
giurisdizionale, nonostante siamo in presenza di un massiccio conflitto di
interessi che potrebbe aver caratterizzato (e verosimilmente “inquinato”)
l’operato dell’amministrazione comunale, che infatti ha potuto – tra le sue
“quattro mura domestiche”, cioè con un provvedimento adottato da se stessa
a beneficio di se stessa – risolvere “allegramente” il “problema” della
farmacia di cui è titolare.
Non si tratta esattamente di quel conflitto di interessi generato nel modo
che sappiamo dall’art. 11 e portato ora all’esame della Corte
Costituzionale dal Tar Veneto, perché ancor prima del dl. Cresci Italia i
Comuni avevano – secondo la gran parte delle legislazioni regionali – la
competenza al rilascio dell’autorizzazione allo spostamento di farmacie
all’interno della sede di pertinenza pur essendo a loro volta, o potendo
diventarlo, titolari di esercizi sul territorio.
Già allora come ora, quindi, questo semplice doppio ruolo
dell’amministrazione comunale era ed è di per sé perfettamente in grado di
tradursi in provvedimenti affetti da sviamento di potere, come potrebbe
essere nella fattispecie da Lei descritta nel quesito e come certamente è
stato in un’altra vicenda – in questi giorni alla nostra attenzione –
articolata allo stesso modo e risolta in termini quasi scandalosi (ne
parleremo meglio in un’altra occasione).
Nel caso specifico, a parte la compiuta decorrenza dei termini per
un’eventuale impugnativa al Tar del provvedimento (che dunque è ormai
inoppugnabile), la semplice circostanza che la Sua farmacia si trovi in un
comune diverso da quello in cui sta per trasferirsi l’esercizio comunale
avrebbe in ogni caso escluso di per sé qualsiasi Sua legittimazione a
ricorrere.
Il titolare di farmacia è portatore infatti di interessi c.d. pretensivi,
quindi tutelati dalla norma, soltanto in ordine alle vicende (e neppure a
tutte) riguardanti esercizi ubicati nello stesso comune e perciò inseriti
nella stessa “pianta organica”.
Delle altre può essere soltanto spettatore.

(gustavo bacigalupo)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!