I nuovi provvedimenti in materia di rapporti di lavoro

Per combattere la grave crisi occupazionale in cui versa il nostro Paese,
come in pratica tutta l’Europa, il Governo è intervenuto in materia di
rapporti di lavoro con il d.l. n. 76 del 28/6/2013, introducendo modifiche
alla recente Legge Fornero, nonché agevolazioni per i datori di lavoro che
assumono.
Di seguito le principali novità.

1) Sgravi contributivi per le assunzioni dei giovani
Le imprese, che assumeranno a tempo indeterminato sino al 31/12/2015
giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni che realizzino un incremento
occupazionale calcolato sulla base del numero dei lavoratori mediamente
occupati nei 12 mesi antecedenti la nuova assunzione, potranno godere per
18 mesi di uno sgravio contributivo pari ad un terzo della retribuzione
mensile lorda del dipendente, con un tetto mensile di euro 650 per ogni
nuovo assunto.
E’ però necessaria la presenza di almeno una delle seguenti tre condizioni
(quindi non di tutte e tre, come qualcuno aveva lamentato): a) il
neoassunto non deve avere un impiego regolarmente retribuito da almeno sei
mesi, oppure b) non deve possedere un diploma di scuola media superiore o
professionale, ovvero, infine, c) deve vivere solo con una o più persone a
carico.
Le agevolazioni per le assunzioni part-time devono essere parametrate in
base al lavoro effettivamente svolto.
Il bonus, sempre in presenza di una delle dette condizioni, può essere
concesso nell’ipotesi in cui si passi da un’assunzione a tempo determinato
ad un rapporto a tempo indeterminato; in tale evenienza, però,
l’agevolazione è limitata a 12 mesi e il datore di lavoro deve
contemporaneamente assumere altra persona per realizzare l’incremento
occupazionale.
I finanziamenti previsti dal provvedimento sono maggiori per il Sud (500
milioni) rispetto al Nord (294 milioni), tenuto conto della grave
situazione di disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno, anche se questa
diversità è stata mal digerita dalle imprese dell’Italia settentrionale.
Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge potranno
essere presentate le domande (ancora da definire da parte dell’Inps) dai
datori di lavoro e saranno ammesse sulla base della data di assunzione più
remota, fino, come al solito, all’esaurimento dei fondi.

2) Le assunzioni di lavoratori che godono dell’Aspi
I datori di lavoro che assumeranno lavoratori che usufruiscono al momento
dell’assunzione dell’Aspi (in sostanza un’indennità di disoccupazione),
potranno godere di un contributo nella misura corrispondente alla metà
dell’indennità residua che sarebbe stata corrisposta a carico della spesa
pubblica al lavoratore se fosse rimasto in stato di disoccupazione.
Naturalmente l’assunzione deve essere a tempo pieno e indeterminato e il
lavoratore non deve essere stato licenziato nei sei mesi precedenti dalla
stessa azienda che lo assume, o da altre ad essa collegate.

3) Il lavoro a chiamata
Si tratta di un rapporto di lavoro discontinuo o, se si preferisce,
intermittente, legato allo svolgimento di specifiche attività e che insorge
appunto su chiamata del datore di lavoro.
Il decreto prevede che tale tipologia lavorativa è ammessa per un periodo
non superiore a 400 giorni di lavoro effettivo nel corso di tre anni solari
e, nell’ipotesi in cui si superi il termine temporale, il rapporto di
lavoro si trasforma a tempo indeterminato.

4) L’apprendistato
Sarà modificato l’apprendistato.
Entro il 30 settembre 2013, in particolare, la Conferenza Stato-Regioni
dovrà dettare le nuove linee guida per l’apprendistato professionalizzante
da applicare alle assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2015 dalle
piccole e medie imprese. Ciò allo scopo di uniformare sull’intero
territorio nazionale la disciplina di tali rapporti.

5) Contratto a tempo determinato
Viene eliminata la disposizione (contestata quanto di difficile
interpretazione) della legge Fornero che prevedeva un intervallo tra un
contratto a tempo determinato e l’altro di 60 o 90 giorni, ripristinando
dunque il sistema precedente che contemplava invece un periodo di 10 o 20
giorni, in dipendenza di una durata del contratto inferiore o superiore a 6
mesi.
Resta tuttavia invariato l’aumento della contribuzione dell’1,4%.
Oltre a confermare che il primo rapporto a tempo determinato di durata non
superiore a 12 mesi non deve riportare la causa per cui è stato concluso il
contratto, è anche previsto che le parti sociali possano individuare nei
contratti collettivi le ipotesi in cui non sorge l’obbligo di indicare la
causale anche in caso di proroga di questo tipo di rapporto.

6) Il contratto di lavoro accessorio
La configurabilità di tale tipologia dipende invece, secondo il
provvedimento, dal valore delle prestazioni rese, che in pratica potranno
qualificarsi come accessorie soltanto quando il prestatore di lavoro
guadagni complessivamente un importo annuo inferiore ad euro 5.000,
indipendentemente dal numero dei committenti.

7) Il contratto di collaborazione a progetto
Dovrà essere stipulato in forma scritta e obbligatoriamente contenere (non
più ai soli fini della prova) gli elementi che qualificano questo rapporto
come “a progetto”, che quindi diventano profili essenziali del contratto.
Il progetto, inoltre, non potrà comportare lo svolgimento di compiti
esecutivi e ripetitivi.
Infine, la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e il recesso
volontario da parte del collaboratore dovranno essere convalidati,
applicandosi quindi le disposizioni sulle “dimissioni in bianco”.

8) La convalida dei recessi dai contratti di co.co.co. e di associazione
in partecipazione
Le norme sulla convalida delle “dimissioni in bianco” saranno applicabili
anche nei casi di risoluzione anticipata da parte del datore di lavoro dei
contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro e dei
co.co.co., cosicché il collaboratore o l’associato dovrà recarsi
personalmente presso la Direzione territoriale per il lavoro, o il Centro
per l’Impiego, per sottoscrivere la dichiarazione di convalida.
In caso di mancata convalida le dimissioni saranno efficaci soltanto dopo 7
giorni dalla richiesta formulata dal committente o dall’associante.
Sono disposizioni che, come noto, interessano particolarmente anche le
farmacie.

9) La nozione di disoccupato
Continueranno ad avere lo status di disoccupato anche i lavoratori che
svolgono attività di lavoro subordinato o autonomo, sempre che i loro
introiti non superino, rispettivamente, 8.000 o 4.800 euro annui.

10) Stage per gli universitari
Gli studenti universitari più meritevoli inclusi nei piani di studio
previsti dalle Università potranno sostenere degli stage con un compenso di
euro 400 mensili, di cui euro 200 saranno rimborsati dallo Stato.
Sarà un decreto del Ministro dell’Istruzione a individuare le norme
attuative di tale disposizione per tirocini di durata minima di tre mesi.

11) La nuova srl semplificata
Sarà estesa a tutti, e non più ai soli infra-trentacinquenni, la
possibilità di costituire una srl in forma semplificata, cioè con un
capitale inferiore al limite di legge di euro 10.000.
Inoltre, gli amministratori potranno essere anche soggetti esterni alla
compagine sociale (una disposizione che può tuttavia prestarsi a qualche
abuso).
Ricordiamo che la costituzione di questa srl è sostanzialmente gratuita,
nel senso che l’atto costitutivo dovrà essere conforme ad uno standard già
previsto da un decreto ministeriale e il compenso notarile non è dovuto.
~
Anche di questo provvedimento dovremo evidentemente attendere la
conversione in legge e analizzarne le modifiche eventualmente introdotte
dal Parlamento.

(Studio Associato)

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