Il rinvio dell’aumento dell’aliquota IVA

Con il d.l. n. 76 del 28/06/2013 è stata prorogata al 1 ottobre 2013 la
data di decorrenza dell’aumento dell’aliquota ordinaria dell’iva dal 21 al
22%.

Si è trattato, come tutti sanno, di un provvedimento necessario per tentare
di non comprimere ancor di più la domanda dei consumi, ma lo slittamento
comporta una mancata entrata per lo Stato di oltre un miliardo che deve
quindi essere in qualche modo “rifinanziata”.

E allora: l’acconto dell’Irpef e dell’Irap dovuto dalle persone fisiche e
dalle società di persone aumenterà sin dal novembre 2013 dal 99 al 100%;
l’acconto Ires e Irap dovuto dalle persone giuridiche sale, sempre a
decorre da novembre 2013, dal 100 al 101% (avete letto bene: 101%!).

Le banche, inoltre, dovranno versare l’acconto dovuto al 31/12/2013 sulle
ritenute calcolate sugli interessi e sui redditi di capitale nella misura
del 110% (vale quanto appena detto) e non più in quella del 100% (tali due
disposizioni sembrano almeno in parte sospette di incostituzionalità).

Infine, è stata introdotta la tassa sulle sigarette elettroniche pari al
58,3% del prezzo di vendita; non sfugge alla “morsa” del Fisco neppure
quella frangia di fumatori che, abbandonando la tradizionale sigaretta,
avevano cagionato con il loro pentimento una diminuzione delle entrate
inerenti alla tassazione sui tabacchi.

Che succederà se verrà definitivamente abolito l’aumento dell’aliquota iva?

Meglio non pensarci e… smettere di fumare qualunque tipo di sigaretta.

(franco lucidi)

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