L’aumento dell’imposta di bollo

Mentre il Governo sospende l’IMU sulla prima casa, cerca di evitare
l’aumento dell’iva dal 21 al 22%, ecc., il Parlamento ha approvato un
emendamento – alla legge di conversione di un decreto legge di
rifinanziamento delle aree che hanno subito nel recente passato calamità
naturali (come l’Abruzzo, l’Emilia – Romagna, ecc..) – che eleva l’imposta
di bollo dovuta in misura fissa da € 1,81 a € 2,00 e da € 14,62 a € 16,00.

Pertanto, a decorrere dallo scorso 26 giugno, data di entrata in vigore
della citata legge di conversione, i bolli sulle ricevute (ad esempio
quelle mediche) vedranno questo aumento, come anche i contratti di
locazione, i rogiti notarili, le scritture contabili, ecc…

Si tratta apparentemente di un semplice arrotondamento per eccesso, ma in
grado di assicurare all’Erario entrate di rilievo, senza che i contribuenti
ne abbiano effettiva percezione.

(stefano lucidi)

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