Gli aspetti fiscali della vendita con consegna al domicilio del cliente
della farmacia – QUESITO

Vorrei iniziare un servizio di consegna a domicilio più capillare e ben
organizzato di come svolto fino ad ora. Come mi devo muovere? E’ necessario
che i  farmaci da consegnare lascino la farmacia con un documento di
trasporto? Posso utilizzare un mio dipendente per la consegna? 
Noi consegnamo gratuitamente ma vorremmo apporre un costo qualora l’importo
non superasse i 10 euro di spesa, lasciando invece la consegna comunque
gratuita per gli ultraottantenni.

Dal punto di vista tributario – e specificatamente ai fini dell’IVA – il
servizio che intendete avviare si deve considerare una vendita con consegna
a domicilio del cliente.
All’inizio del trasporto, pertanto, la farmacia dovrà emettere lo scontrino
fiscale (eventualmente, se richiesto, anche parlante) che accompagnerà la
merce fino a destinazione e sarà consegnato unitamente a quest’ultima, con
la riscossione a quel momento del prezzo di cessione.
Se invece il pagamento avviene in farmacia all’atto stesso
dell’ordinazione, lo scontrino dovrà essere emesso contestualmente alla
riscossione del prezzo, avendo cura di annotare a tergo la dicitura “non
rilasciato per successiva consegna a domicilio del cliente”; sarà poi
affidato, unitamente alla merce, all’incaricato del trasporto (che
evidentemente potrà essere anche un dipendente della farmacia) che
consegnerà il tutto al destinatario.
Infine, in caso di più consegne nello stesso mese al medesimo destinatario
con pagamento periodico cumulativo, nulla vieta di ricorrere alla
fatturazione differita facendo accompagnare la merce, al momento di
ciascuna consegna, dal D.D.T. (documento di trasporto) con la descrizione
della natura, qualità e quantità dei beni ceduti.
Anche il corrispettivo ipoteticamente richiesto per il servizio di consegna
a domicilio seguirà lo stesso “destino fiscale”, nel senso che dovrà essere
annotato nello scontrino fiscale o nella fattura differita.
Tale notazione, tuttavia, dovrà essere separata, perché qui l’iva deve
essere applicata nella misura del 21% (o del 22% se l’aliquota verrà ora
elevata) e la relativa spesa non può ovviamente considerarsi detraibile per
il paziente.

(franco lucidi)

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