Nuovi servizi: imponibili o non imponibili ad Iva? – QUESITO

Vi invio copia di un numero recente di una rivista perché non ci sto
capendo più niente con questa benedetta IVA! Finora ho fatto come mi avete
consigliato, cioè le sole prestazioni che erogo in esenzione da iva sono
quelle fisioterapiche; per tutto il resto ho sul mio registratore di cassa
un tasto apposito con prestazioni ad IVA 21%, e invece dello scontrino
fiscale emetto fattura sempre con IVA 21%.
Mi confermate la correttezza di questo operato, nonostante il citato
articolo di segno contrario?

Comprendiamo il Suo disorientamento, ma in realtà l’articolo della rivista
da Lei citata è stato ispirato dalla risposta ad un interpello formulato da
una farmacia all’Agenzia delle Entrate Direzione Regionale dell’Emilia
Romagna del 03/05/2012, che però in ogni caso non è stato, per quel che ci
risulta, “trasfuso” in una risoluzione, come invece frequentemente fa
l’Agenzia, specie quando intende dare alla sua risposta la giusta
diffusione e quindi una portata che vada comunque al di là della sfera
dell’interpellante.

In sostanza, parrebbe essersi trattato di una risposta “quasi privata” ed è
anche per questo che non è stato per noi agevole reperirla.

Ora, la specifica domanda rivolta dall’interpellante all’Agenzia riguardava
il regime iva da applicare alle prestazioni analitiche di prima istanza e
alle attività di supporto nell’utilizzo di dispositivi strumentali di
secondo livello rientranti nell’autocontrollo, ai sensi delle lettere d) ed
e) del D.Lgs. 153/2009 e, in particolare, se le stesse possano godere
dell’esenzione dal tributo ai sensi dell’art. 10 n. 18) del D.P.R. 633/72,
potendosi assimilare alle “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e
riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti
sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell’articolo 99 del testo unico
delle leggi sanitarie…”.

La risposta, in verità, non brilla per chiarezza e precisione e,
oltretutto, sembra non prendere in considerazione – ma questo potrebbe
essere un aspetto della faccenda che al Fisco non interessa – i divieti e
le incompatibilità che la normativa attuale pone alle farmacie per
l’esecuzione diretta di prestazioni del genere a favore del cliente.

Ad ogni buon conto l’Agenzia delle Entrate ha risposto positivamente
affermando in estrema sintesi – se abbiamo ben compreso il testo che, come
abbiamo detto, presenta alcuni aspetti oscuri – che tutte queste attività,
sia se rese con l’intervento di un professionista sanitario sia se rese
direttamente dalla farmacia a favore dei propri clienti, devono ritenersi
esenti da iva.

Consideriamo, però, che ai sensi dell’art. 11 comma 2 della l. 27/7/2000 n.
212 “la risposta dell’amministrazione finanziaria, scritta e motivata,
vincola con esclusivo riferimento alla questione oggetto dell’istanza di
interpello e limitatamente al richiedente” rendendo nullo “…qualsiasi atto
a contenuto impositivo o sanzionatorio emanato in difformità dalla
risposta…”.

In pratica, la risposta dell’interpello sembra più che altro, per così
dire, un vestito confezionato su misura per il solo interpellante.

Stando così le cose, quindi, temiamo che non vi siano almeno per ora
elementi sufficienti per poter concludere che prestazioni del genere d’ora
in poi possano (anzi debbano) essere fatturate in esenzione da iva da tutte
le farmacie in assoluta tranquillità.

In altri termini, sarebbe necessario che l’Amministrazione finanziaria
confermasse l’interpretazione resa nella risposta all’interpello con un
“documento di prassi” a valenza generale – come una circolare – che
chiarisca definitivamente a tutti gli operatori interessati e non solo alla
farmacia interpellante che quelle prestazioni sono, per l’appunto, esenti
da iva.

Fino ad allora, e questo in linea con la stessa Federfarma (v. Circolare
del 05/04/2012), preferiremmo un comportamento ispirato alla maggiore
prudenza, ribadendo sull’argomento la nostra opinione (già espressa nella
Sediva News del 19/01/2012), e cioè che – quando l’attività della farmacia
consista essenzialmente nel mettere a disposizione del cliente
apparecchiature strumentali per test autodiagnostici, limitandosi, come
dispone l’art. 1 del decreto 16/12/2010, a fornire in particolari
condizioni una generica assistenza nell’utilizzo delle stesse – tali
prestazioni non possano al momento godere dell’esenzione.

(stefano civitareale)

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