Dall’IMU “benefici” per i familiari a carico

Quest’anno l’IMU “esordisce” nella dichiarazione dei redditi perché è il
primo anno che si “testano” i rapporti tra IMU e le imposte sui redditi.
In particolare, ai sensi dell’art. 8, comma 1, del D.Lgs. 23/2011, l’IMU
sostituisce per la componente immobiliare l’imposta sul reddito delle
persone fisiche e le relative addizionali dovute sui redditi fondiari
relativi ai beni non locati.
Di conseguenza, per tutti gli immobili non locati non si dovrà tenere conto
del relativo reddito fondiario nel calcolo di quello complessivo (da
indicare, per chi fa UNICO, nel rigo RN1 colonna 1 del modello); il che si
ripercuote anche sulla condizione di familiare fiscalmente a carico che
insorge, come sappiamo, quando il reddito complessivo non supera il limite
di € 2.840,51.
Può pertanto verificarsi che alcuni familiari, in precedenza non più a
carico per effetto del superamento di quel limite, “tornino” – grazie
all’IMU – ad essere a carico.
Accadeva, infatti, ad esempio, che un figlio possessore di immobili non
locati, e che non deteneva alcun altro reddito effettivo, non poteva essere
considerato fiscalmente a carico perché il reddito complessivo costituito
esclusivamente da redditi fondiari superava il richiamato limite.
Ora invece il ragazzo potrebbe “tornare” a carico dei genitori perché tali
redditi, non essendo più assoggettati ad irpef per effetto della
sostituzione operata dall’IMU, non concorrono neppure alla formazione
dell’importo da indicare nel rigo RN1.
Naturalmente, il tema non è influenzato da quella che può essere la sorte
dell’IMU-abitazione principale per il 2013 e/o per gli anni a venire,
perché qui era in discussione l’anno d’imposta 2012.

(stefano civitareale)

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