Il socio e le obbligazioni sociali – QUESITO

Da circa sei mesi con mio fratello e nostra madre conduciamo in società in
nome collettivo la farmacia che era di papà; ma io non sono farmacista e
svolgo un’altra attività in una città abbastanza lontana e sono
impossibilitato a seguire l’andamento della farmacia.
Il mio commercialista mi ha fatto presente che posso essere coinvolto in
un’eventuale cattiva gestione dell’esercizio, soprattutto perché un
fornitore ha accumulato un credito che sembra difficilmente ripianabile.

La vostra è una società di persone c.d. regolare, perché la società di
fatto formatasi tra voi al decesso di Suo padre è stata sicuramente
regolarizzata per atto pubblico o scrittura privata autenticata e
soprattutto è stata iscritta nel Registro delle imprese (l’ iscrizione
costituisce una forma di pubblicità legale, prevista evidentemente a tutela
dell’affidamento dei terzi, e per ciò stesso idonea ex se a notiziare
alla generalità l’esistenza della società e le sue norme costitutive-
statutarie).

E proprio perché è una snc regolare, la responsabilità dei soci per le
obbligazioni sociali è non soltanto illimitata e solidale – esattamente
come quella dei soci delle società irregolari e delle società di fatto –
ma anche, diversamente rispetto a costoro, sussidiaria, perché qui “i
creditori sociali, anche se la società è in liquidazione, non possono
pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo l’escussione del
patrimonio sociale” (art. 2304 cod.civ.).

Tale importante diversità spiega anche perché è opportuno regolarizzare
con sollecitudine (come del resto è stato da voi fatto) le comunioni
ereditarie, che giuridicamente insorgono di diritto come sdf alla data
stessa della morte del titolare; la regolarizzazione, infatti, permette
agli eredi–soci di interporre tra loro e i creditori della società l’intero
patrimonio di quest’ultima.

Nel nostro diritto commerciale (come in altri ordinamenti civilistici),
insomma, le obbligazioni sociali trovano la loro garanzia, per così dire,
naturale nel capitale e nel patrimonio sociale, e quindi nei conferimenti
originari dei soci e nei beni acquistati dalla società nel corso
dell’esercizio collettivo dell’impresa, e soltanto sussidiariamente nel
patrimonio personale dei soci.

Questa è la ragione per cui il codice riconosce a ciascun socio
illimitatamente (con tutti i suoi beni) e solidalmente (nei rapporti con
gli altri soci) responsabile – e perciò a tutti i soci di una snc
(regolare) ed ai soci accomandatari di una sas (regolare) – il c.d.
beneficium excussionis, il diritto, cioè, alla preventiva escussione dei
beni sociali, che è una condizione di procedibilità dell’azione esecutiva
nei confronti del socio da parte del creditore, sul quale grava
conseguentemente l’onere della prova dell’insufficienza del patrimonio
della società.

Nel Suo caso, pertanto, quel fornitore dovrà agire dapprima nei confronti
della snc, e, soltanto in caso di esperimento negativo, agire poi nei
confronti di uno e/o l’altro dei soci, anche se non è probabilmente
necessario che egli debba sobbarcarsi l’onere di un giudizio esecutivo
destinato a rivelarsi infruttuoso e/o attendere il fallimento della
società, sembrando sufficiente un suo stato – generale e conclamato – di
insolvenza.

Quel che possiamo suggerirLe è dunque persino banale: la forma della
società va al più presto modificata da snc a sas, e nella sas Lei dovrà
assumere, essendo strettamente connesso al mancato compimento da parte Sua
di un qualsiasi atto gestorio, la veste di socio accomandante, il quale –
a differenza di tutti i soci delle snc, delle società irregolari e delle
società di fatto, e dei soci accomandatari delle sas – vede la sua
responsabilità per le obbligazioni sociali circoscritta alla quota
posseduta senza dunque estendersi illimitatamente all’intero suo
patrimonio.

Naturalmente, anche in questa soluzione resterà per Lei il problema della
responsabilità per le obbligazioni sociali contratte anteriormente alla
modifica della forma sociale; e però, l’avvicinarsi della scadenza della
gestione ereditaria suggerirà l’adozione tempestiva di tutte le misure
ritenute più opportune per salvaguardare il cespite ed è quindi verosimile
che nella necessaria fase negoziale, che accompagnerà la misura prescelta,
possano rinvenirsi soluzioni idonee a salvaguardare anche i profili di
responsabilità dei vari soci per la pregressa attività sociale.

(gustavo bacigalupo)

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