Da deposito ad appartamento: sì agli sconti fiscali – QUESITO

Vorrei ristrutturare un vecchio casale attualmente adibito a deposito
ricavandone due abitazioni, ma senza alterare la volumetria di partenza. E’
possibile accedere agli sconti fiscali per le ristrutturazioni edilizie del
36/50%?

Se il provvedimento che autorizza l’intervento specifica chiaramente il
mutamento di destinazione dell’immobile – da deposito ad abitazione – le
spese sostenute possono tranquillamente rientrare tra quelle ammesse a
fruire delle detrazioni che, come sappiamo, spettano – fino a tutto il 30
giugno 2013 – nella misura del 50% e fino all’importo massimo di spesa di €
96.000.
Del resto anche la stessa Agenzia delle Entrate è di questo parere (Ris.
14/E dell’8/2/2005).
In particolare, il beneficio si rende applicabile perché gli interventi di
mutamento di destinazione degli edifici possono includersi tra quelli di
ristrutturazione edilizia di cui all’art. 3, comma 1, lett. d) del Dpr.
380/2011 espressamente richiamati anche dal “nuovo” art. 16-bis del TUIR
che, come noto, ha portato “a regime” dopo anni e anni di proroghe le
disposizioni originarie contenute nella legge 449/97.
Se, poi, al termine dei lavori si ottengono due diverse unità immobiliari,
la detrazione si applica, nel limite massimo di € 96.000 per immobile,
sempre con riferimento al numero delle unità immobiliari iniziali che, nel
nostro caso, è una soltanto.

(paolo liguori)

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