Le differenze tra l’ammortamento fiscale e quello civilistico (e tra
risultato fiscale e risultato civilistico in generale…) – QUESITO

Anche voi parlate spesso di costi fiscali e costi civilistici anche per il
famoso ammortamento dei beni strumentali; ma qual è la differenza?

È un tema a contenuto evidentemente molto tecnico, ma qualche parola deve
essere spesa perché, purtroppo per loro, anche i titolari di farmacia
devono farsi carico almeno delle dinamiche più elementari.

Ora, il bilancio che si redige normalmente risponde alle regole del codice
civile; l’utile che viene determinato rappresenta il risultato economico
conseguito dall’impresa nell’anno considerato.

Questa grandezza rileva per vari fini; se, ad esempio, si tratta di una
società, sarà a tale risultato che i soci dovranno fare riferimento per la
liquidazione a fine anno della propria quota di utili.

D’altra parte il Fisco ha, come dire, le sue esigenze. Per varie ragioni,
soprattutto antielusive, taluni costi sono ammessi in deduzione in misura
inferiore a quella civilistica, determinando quindi un risultato fiscale
normalmente divergente – non sempre in più, talvolta anche in meno – da
quello civilistico.

Su questo risultato vengono poi calcolate le imposte ma il reddito fiscale,
per l’appunto, rileva solo a tali fini: per tutto il resto, come detto,
deve valere il reddito civile.

Per esemplificare il concetto, prendiamo una tra le più “eclatanti” di
queste differenze, l’ammortamento delle autovetture aziendali: se una
farmacia gestita in società (poniamo una snc) acquista una vettura da
utilizzare per l’attività per 35.000 euro, la quota di ammortamento da
imputare a ciascun esercizio di utilizzo del bene – ponendo per semplicità
che il periodo fiscale di 4 anni possa andar bene anche per l’ammortamento
economico-civilistico – sarebbe pari a 8.750 euro.

Conseguentemente, l’utile di ogni anno interessato dal processo di
ammortamento deve tener conto – anche nel quadro dell’individuazione di
quanto dover ripartire tra i soci a fine anno – di un costo di 8.750 euro.

Ai fini fiscali, però, la quota di ammortamento che può essere portata in
deduzione è pari soltanto a 903,80 euro (!), ridotta addirittura della metà
per il primo anno, e quindi molto, molto meno.

Tuttavia, tale costo concorre soltanto alla determinazione del risultato
fiscale, su cui poi la società e i soci devono pagare le imposte, ma per
ogni altra considerazione è il risultato civilistico a valere, come abbiamo
detto.

(franco lucidi)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!