L’autorizzazione per le verifiche fiscali – QUESITO

Sono ormai passati più di 20 anni dalla verifica fiscale della farmacia, ma
l’esperienza che sta ora vivendo un mio collega mi ha ricordato che allora
mi trovai ad affrontare un problema di autorizzazioni che quegli ispettori
invece non avevano.
Quali sono oggi quindi le condizioni perché costoro possano accedere ai
locali della farmacia, all’abitazione privata, ecc.?

Intanto, i verificatori devono munirsi di autorizzazioni diverse secondo
che l’accesso avvenga presso i locali in cui viene esercitata l’attività (e
regolarmente dichiarati al Fisco), e cioè presso la farmacia, ovvero
nell’abitazione privata per la quale infatti, ai fini dell’esecuzione
dell’accesso, il legislatore richiede a salvaguardia dei diritti
fondamentali della persona requisiti più stringenti.
Se infatti l’accesso riguarda strettamente la farmacia, è sufficiente la
lettera di incarico rilasciata dal capo dell’ufficio che dispone il
controllo o da un suo delegato; la prassi è la stessa se incaricati della
verifica sono i militari della GdF., ma in tal caso la lettera di incarico
sarà sostituita da un foglio di servizio rilasciato dal comandante di
reparto ovvero da un suo delegato.
Ma se l’accesso interessa l’abitazione privata (del titolare della farmacia
o di un suo familiare) e/o un box, un garage, una cantina e/o un qualsiasi
altro locale non di pertinenza dell’esercizio, oltre alle dette
autorizzazioni sarà necessaria anche quella del procuratore della
Repubblica, il quale dovrà verificare, oltretutto, la sussistenza dei
requisiti richiesti dalla legge per condurre ispezioni fiscali anche in
questi luoghi e cioè il riscontro di gravi indizi di violazioni alle norme
tributarie (art. 52, comma 2, DPR 633/72 e art. 33 DPR 600/73), che –
proprio per consentirne al magistrato l’opportuna verifica – devono essere
esplicitati nella richiesta dell’Ufficio o della GdF.
Infine, ricordiamo che se l’accesso viene operato senza l’autorizzazione
del magistrato ovvero l’autorizzazione è stata rilasciata in assenza dei
gravi indizi, l’accertamento che ne scaturisce – per giurisprudenza
consolidata della Cassazione – è nullo.
(Studio Associato)

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