Il congedo anche al padre lavoratore se nasce un figlio – QUESITO

I giornali hanno parlato del diritto di assentarsi dal lavoro, in caso di
nascita di un figlio, anche per il padre; è una norma già in vigore?

In realtà se ne parlava da tempo e ora è diventato effettivamente operativo
il congedo (anche) del padre lavoratore.

In particolare, ne aveva sancito la nascita il decreto attuativo di fine
2012, e successivamente l’Inps – con la circolare n. 40 del marzo 2013 – ha
indicato le prime modalità operative per la fruizione del congedo.

Si tratta però in sostanza di due congedi: il primo, obbligatorio, di un
solo giorno, e il secondo, facoltativo, di due giorni anche
continuativi, ma questi ultimi da fruirsi – attenzione – alternativamente
al congedo materno.

I congedi sono utilizzabili solo per gli eventi di parto e
affidamento/adozione verificatisi dal 1° gennaio 2013 e però entro il
quinto mese dalla nascita del figlio (ma, in caso di adozione, dal giorno
del suo ingresso nella famiglia).

L’indennità, pari al 100% della retribuzione, viene anticipata – proprio
come è previsto per gli eventi di malattia e maternità – dal datore di
lavoro e poi conguagliata con i contributi Inps.

La richiesta di fruizione dei giorni di congedo, sia obbligatorio sia
facoltativo, deve tuttavia essere inoltrata al datore di lavoro almeno 15
giorni prima della sua effettiva decorrenza, allegando, nel caso di congedo
facoltativo, la relativa dichiarazione della madre.

Ci pare però di poter dire che questo congedo del padre lavoratore, nato
evidentemente con l’intento di avvicinare il più possibile – quanto a
diritti e doveri – il lavoratore padre alla lavoratrice madre, sarà
probabilmente nel concreto poco utilizzato, almeno quello facoltativo,
essendo tutto sommato esiguo (due giorni) e soprattutto alternativo al
congedo materno.

(giorgio bacigalupo)

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