Detraibilità dei premi per assicurazioni sanitarie e detraibilità delle
spese mediche sostenute – QUESITO

Sono un farmacista iscritto ad una società di mutuo soccorso e durante il
2012 ho sostenuto spese sanitarie per un importo rilevante che mi verranno
rimborsate soltanto in parte dalla Mutua.

A questo punto credo di dover rinunciare alla detrazione del contributo e
di portarmi in detrazione tutte le spese, anche quelle rimborsate. È
possibile?

L’art. 15, lett. i-bis, del TUIR consente la detrazione – nella misura del
19% e per l’importo massimo di € 1.291,14 – dei contributi associativi
versati alle società di mutuo soccorso (fra tutte, naturalmente, la Mutua
Tre Esse).

Lo stesso articolo, peraltro, prevede espressamente alla precedente lett.
c) che si considerano rimaste a carico del contribuente – e pertanto
detraibili – anche le spese mediche rimborsate per effetto di contributi o
premi di assicurazioni versati ma per i quali non spetta la detrazione
d’imposta o la deduzione dal reddito.

Sembrerebbe quindi che, in presenza di assicurazioni sanitarie e/o forme di
mutualità aventi il medesimo scopo (quale, per l’appunto, i piani di
copertura sanitaria offerti dalle società di mutuo soccorso), la
possibilità di portare in detrazione le spese rimborsate – e quindi non
rimaste a carico – sia condizionata alla indetraibilità del relativo premio
assicurativo e/o contributo.

Conseguentemente, dato che i premi corrisposti alle società di mutuo
soccorso sono detraibili, sia pure nel ricordato limite massimo di €
1.291,14, le spese da queste rimborsate non potrebbero portarsi in
detrazione, neppure se il contribuente rinuncia alla detrazione sul premio
e/o contributo versato.

In altri termini, il contribuente, in presenza di un premio o contributo
detraibile e/o deducibile, potrebbe soltanto avvalersi dello sconto fiscale
per quest’ultimo, ma non sarebbe libero di scegliere tra portare in
detrazione il premio ovvero le spese sanitarie coperte dal rimborso.

Peraltro questo sembra essere anche il parere dell’Agenzia espresso in una
circolare del 2002 (19/06/2002 n. 54).

L’interpretazione dell’Amministrazione finanziaria, senza dubbio
penalizzante, è volta – come sempre – a prevenire possibili abusi, e però
non ci risulta che da allora la posizione dell’Amministrazione finanziaria
sia cambiata.

Invece, non dovrebbe esservi alcun dubbio sulla detraibilità delle spese
mediche non rimborsate – e questo, sia in presenza di premi
detraibili/deducibili che di premi indetraibili/indeducibili – nella
considerazione che tali spese, essendo appunto rimaste a carico del
contribuente, sono state da lui effettivamente sostenute, acquisendo in tal
modo il pieno diritto allo sconto fiscale.

(franco lucidi)

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