Opere di ristrutturazione a “cavallo” del 30 giugno p.v. – QUESITO

Sto per ristrutturare la mia abitazione e ho necessità di sapere come
regolarmi al meglio, considerato che, come avete scritto, dal prossimo 1°
luglio 2013 la detrazione dall’attuale 50% si tornerà al solito 36%.

Il quesito ci offre la possibilità di fare qualche riflessione sul doppio
limite che – appunto in materia di detrazioni irpef per interventi di
ristrutturazione edilizia – vige in pratica nel 2013. Come sappiamo,
infatti, dal 26 giugno 2012 e fino al prossimo 30 giugno lo sconto fiscale
viene riconosciuto nella misura del 50% – invece che del 36% – e perdipiù
su un limite massimo di spesa di 96.000 euro, il doppio, quindi, dei 48.000
euro che torneranno a valere, come anche Lei ricorda, dal 1° luglio.
Ora, non c’è dubbio che se l’intervento inizia e termina entro il 30 giugno
2013 – o, meglio, se tutti i pagamenti ad esso relativi vengono effettuati
entro tale data – Lei potrà usufruire di ambedue le misure maggiorate, così
come, specularmente, se l’intervento inizierà dopo il 1° luglio 2013 non
potrà contare che sulla detrazione del 36% per un tetto massimo di spesa di
48mila euro.
Ma che accade – questo è il punto – se le opere di ristrutturazione e i
relativi pagamenti siano posti in essere a cavallo della fatidica data del
30 giugno 2013?
Sulla base dei chiarimenti forniti sinora dall’Agenzia delle Entrate,
riterremmo senza troppe perplessità che i pagamenti eseguiti fino al 30
giugno 2013 godano della detrazione del 50%, e quelli effettuati a partire
dal 1° luglio della detrazione invece (ridotta) del 36%.
Qualche dubbio in più, però, nutriamo sul limite di spesa cui fare
riferimento per l’intero intervento svolto come dicevamo “a cavallo” del
30/06/2013: varrebbe il limite vigente nel periodo in cui le opere sono
iniziate (96.000 euro) ovvero quello del tempo in cui vengono completate
(48.000 euro)? .
Riterremmo – ma ovviamente un chiarimento dell’Agenzia non guasterebbe –
che, se l’intervento prosegue oltre il 1° luglio, debba farsi riferimento
al limite (più basso) di 48mila euro; pertanto, se nel corso del 1°
semestre di quest’anno siano effettuati pagamenti, poniamo, per 55mila
euro, nel secondo semestre non dovrebbe essere ammesso all’agevolazione
nessun altro pagamento, e se invece nel primo semestre siano stati
pagati, ad esempio, 30mila euro, nel corso del secondo parrebbero
ammissibili pagamenti (agevolati) soltanto per altri 18mila euro.
Ma come accennato sarebbe auspicabile un intervento chiarificatore
dell’Amministrazione finanziaria, che fino ad oggi non si è infatti
minimamente occupata di questa vicenda, nonostante l’imminenza del cambio
di regime tra le due agevolazioni.

(stefano
civitareale)

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