La certificazione energetica è obbligatoria – QUESITO

Sto vendendo un immobile per acquistarne un altro, ma mi trovo in
difficoltà in entrambe le operazioni per le complicazioni riguardanti la
certificazione della classe energetica delle due unità immobiliari; ma è
obbligatoria?

L’attestato di certificazione energetica (ACE) – indispensabile anche, come
abbiamo segnalato più volte, per ottenere le agevolazioni fiscali
riconosciute a fronte degli interventi finalizzati al risparmio energetico
– è effettivamente diventato obbligatorio dal 28 dicembre scorso, e in
pratica da allora non è più possibile “fare da sé” nelle compravendite
immobiliari, o comunque autocertificare la classe energetica dell’immobile
compravenduto.

E infatti, se nelle compravendite di immobili già realizzati le parti
possono accordarsi affinché l’onere dell’ottenimento dell’ACE spetti
all’acquirente, nelle nuove costruzioni, invece, l’assenza del documento
impedisce persino il rilascio del certificato di agibilità da parte del
Comune.

Evidentemente la finalità precipua è quella di orientare i proprietari di
case verso edifici più sostenibili energeticamente in modo da contribuire
alla riduzione dell’inquinamento che deriva dall’utilizzo degli impianti di
climatizzazione invernale ed estiva.

Tuttavia, nonostante questo, il mercato immobiliare – e, diremmo, in
generale l’opinione pubblica – si dimostrano ancora poco sensibili alla
“certificazione verde” che viene infatti considerata poco più di mera
“burocrazia”.

La ragione di questo atteggiamento è da ricercare – oltre all’assenza di
puntuali norme sanzionatorie – anche nel fatto che (a dispetto dell’obbligo
di indicare i consumi degli immobili anche negli annunci immobiliari) il
loro eco-status non incide ancora significativamente sul valore
commerciale, tranne che per quelli appartenenti alle classi energetiche più
elevate, per i quali effettivamente questo indicatore, sul valore e quindi
anche sul prezzo, può fare la differenza.

Siamo insomma ancora lontani dal raggiungimento dell’obiettivo di
innalzamento dell’efficienza energetica del nostro patrimonio immobiliare
(vecchio e nuovo); eppure era appunto questa, come accennato, la finalità
dominante delle tante e ripetute agevolazioni fiscali di questi anni in
materia di risparmio energetico (55%), anche se i vari bonus (magari –
chissà – anche per la delusione per questa loro scarsa utilità sociale…)
scadranno, come sappiamo tutti, il prossimo 30 giugno.

Un’ulteriore proroga delle agevolazioni non è certo da escludere (pur se
non crediamo che possano diventare permanenti come quelle sulle
ristrutturazioni edilizie), perché il risparmio energetico è un obiettivo
che uno Stato moderno non può permettersi di trascurare e un bonus fiscale
potrebbe in questo senso rivelarsi tuttora un incentivo di qualche
efficacia.

(stefano
civitareale)

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