ANCORA SULLA CONTABILITA’ “IN NERO”

Se il Fisco riesce a reperire documentazione extra-contabile confliggente
con la contabilità ufficiale diventa evidentemente difficile contrastare
l’inevitabile accertamento.

La contabilità “in nero”, infatti, costituisce un indizio grave, preciso e
concordante che, unitamente ad altri elementi, può ben giustificare
l’accertamento di maggiori ricavi.

Lo ha ribadito anche ora la Cassazione, accogliendo il ricorso proposto
dall’Amministrazione finanziaria che chiedeva, per l’appunto, di ritenere
pienamente provato l’accertamento fondato su maggiori ricavi rinvenuti da
contabilità in nero.

Del resto, e anche questo è pacifico, l’evasione può essere accertata non
solo in base a prove certe (quasi mai raggiungibili, per la verità…) ma
anche in conseguenza di meri indizi, purché questi consentano di costruire
presunzioni altrettanto gravi, precise e concordanti; e il rinvenimento di
una documentazione extra contabile – discordante, come si è accennato, con
quanto ufficialmente dichiarato al Fisco – è naturalmente una bella base di
partenza per l’Amministrazione finanziaria…

(roberto santori)

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