La modifica della rendita vitalizia apposta alla donazione della farmacia –
QUESITO

Sono titolare di una farmacia urbana ricevuta per donazione da mio padre,
gravata però di un vitalizio di 8.000 euro mensili da corrispondere allo
stesso donante o successivamente al coniuge.
Mio padre è deceduto da un anno e ho continuato a versare puntualmente la
rendita a mia madre, che però vorrebbe ora rinunciare, anche perché il giro
d’affari della farmacia è considerevolmente diminuito in seguito
all’apertura di un nuovo esercizio nel 2011.
È necessario sempre un atto notarile?

La riduzione o l’eliminazione del vitalizio oggi corrisposto a Sua madre,
anche se è un’ipotesi praticabile come vedremo subito, incide fatalmente
sul valore della farmacia donata.

Infatti, la capitalizzazione della rendita vitalizia riduce per pari
importo – quale onere modale – il valore della donazione, cosicché
l’eventuale sua soppressione comporterebbe inevitabilmente un “aumento” più
o meno sensibile della liberalità.

Ne potranno dunque derivare conseguenze al momento del decesso del donante,
perché in quella circostanza l’eliminazione dell’onere modale potrà
incidere anche sulla determinazione delle quote di riserva dei vari
legittimari ma anche di quella disponibile.

Effettuati comunque i dovuti controlli in questo senso, è possibile
procedere alla rettifica o all’annullamento dell’onere modale, e questo può
essere realizzato anche ricorrendo ad una semplice scrittura privata,
perché – essendo l’apposizione di un onere modale una mera prestazione
“accessoria” alla donazione – questa può essere disposta, o modificata, o
annullata appunto con una scrittura privata, senza pertanto necessità di
ricorrere all’atto pubblico, che peraltro, s’intende, resta una soluzione
perfettamente praticabile.

(stefano lucidi)

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