Scendono gli interessi di mora per le transazioni commerciali

Come già segnalato, il D.Lgs. n. 231/2002 (contenente la disciplina di
riferimento) è stato recentemente riformato dal D.Lgs. n. 192/2012, che ha
reso obbligatorio il termine di pagamento di 30 giorni – salvo diverso
accordo tra le parti e purché il maggior termine non sia manifestamente
iniquo per il creditore – calcolati dal ricevimento della fattura ovvero
dalla consegna della merce; tale termine è raddoppiato, però, se la
controparte è un’impresa pubblica che eroga servizi di assistenza
sanitaria, come le Asl, in ordine alle quali pertanto il termine diventa di
60 giorni.

Ma il provvedimento ha introdotto anche la differenza tra interessi
moratori, che possono essere liberamente concordati tra le imprese
interessate, e interessi legali di mora, applicabili ope legis in caso di
mancato accordo, e calcolati questi ultimi in base al tasso di riferimento
BCE rilevato ad inizio di ogni semestre e maggiorato di 8 punti percentuali
(quindi, 1 punto in più rispetto al passato).

E il Ministero, con il consueto comunicato (pubblicato sulla G.U. del
17/01/2013 n. 14), rilevando al 1° gennaio 2013 un tasso di riferimento BCE
dello 0,75%, ha fissato per il primo semestre 2013 all’8,75% il tasso degli
interessi legali di mora dovuti in caso di ritardo nei pagamenti per le
transazioni commerciali.

(roberto santori)

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