Agevolazione prima casa: un “cantiere” sempre aperto

Sono infatti sempre numerosi i dubbi che insorgono nella prassi quotidiana
e che vengono sottoposti al vaglio degli uffici fiscali.

Da ultimo, ad esempio, l’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 112/E del
27/12/2012) ha riconosciuto la possibilità – se si è ceduta l’abitazione
(per la quale si è conseguito il beneficio) entro il quinquennio e non si
intende riacquistare un altro immobile entro l’anno (condizione questa
necessaria, come noto, per conservare l’agevolazione anche per il
riacquisto) – di rinunciare a quest’ultima versando la maggiore imposta
nella misura piena presentando un’apposita istanza.

In particolare, se l’istanza viene prodotta entro l’anno dalla cessione si
dovrà pagare soltanto la maggiore imposta; se invece è presentata oltre
l’anno bisognerà corrispondere sia la maggiore imposta che la sanzione del
30%, potendo però usufruire del ravvedimento operoso e versando quindi la
sanzione in misura ridotta.

Viene perciò confermata la linea dell’Agenzia delle Entrate – già espressa
in una precedente risoluzione (n. 105/E del 2011) sia pure per una
fattispecie diversa (si trattava del mancato trasferimento della residenza
nell’immobile nel termine dei diciotto mesi) – per la quale il contribuente
può “tornare sui suoi passi” qualora la conferma dell’agevolazione dipenda
da un suo comportamento successivo all’atto, come, per l’appunto, il
trasferimento della residenza o la cessione entro il quinquennio e il
mancato acquisto di un nuovo immobile entro l’anno.

Non è invece (ancora) possibile chiedere la revoca dell’agevolazione per
l’acquisto di un immobile una volta che questa si è perfezionata, per farla
valere su un altro acquisto, che ovviamente sconterebbe un’imposta
maggiore.

(mauro giovannini)

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