La Cassazione invita l’Agenzia del Territorio a motivare adeguatamente gli
atti di riclassamento degli immobili.

Con una decisione molto recente la Suprema Corte ha infatti “ammonito”
l’Agenzia del Territorio (dal 1° dicembre 2012 “incorporata” anch’essa
nell’Agenzia delle Entrate) sulla corretta motivazione degli atti di
riclassamento degli immobili.

In sintesi, quando l’Agenzia procede all’attribuzione d’ufficio di un nuovo
classamento ad un’unità immobiliare a destinazione ordinaria, deve
specificare se tale riclassamento è dovuto: a) a trasformazioni specifiche
subite dall’immobile, e/o b) ad una revisione o riformulazione dei
parametri relativi alla “microzona” comunale in cui esso si trova.

Nel primo caso, in particolare, l’Agenzia deve indicare le trasformazioni
edilizie intervenute, mentre nel secondo deve rendere noto l’atto con cui
si è provveduto alla revisione di quei parametri, esplicitando dunque anche
i significativi e/o concreti miglioramenti rilevati a favore della
“microzona”.

È cioè ineludibile che il contribuente sia messo nelle condizioni di essere
adeguatamente edotto dei presupposti del riclassamento dell’immobile.
(stefano lucidi)

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