Al via la TARES

La TARES, il nuovo tributo su rifiuti e servizi che sostituisce la Tarsu e
la Tia, è partita dal 1° gennaio, come abbiamo chiarito illustrando la
legge di stabilità, la quale ha peraltro approntato gli ultimi correttivi
per permettere al nuovo balzello di diventare operativo.

La tassa finanzierà comunque – ed è qui una importante novità – anche i
c.d. “servizi indivisibili”, come l’illuminazione pubblica e la
manutenzione delle strade.

Ma, neppure a dirlo, il tributo risulterà in ultima analisi più caro di
quanto già si paga sui tributi attuali, anche a causa proprio del vincolo
della copertura integrale dei costi del servizio e del finanziamento
appunto dei c.d. “servizi indivisibili”.

Quanto alle modalità di calcolo, la base imponibile – rispetto a quel che
era previsto inizialmente (80% della superficie catastale) – sarà
costituita dalla superficie calpestabile, in pratica quanto già preso in
considerazioni ai fini Tarsu e Tia, in attesa evidentemente della revisione
del catasto.

Novità si registrano anche in materia di riscossione del tributo, con
l’utilizzo anche del mod. F24 oltre che del bollettino postale intestato
allo Stato.

La TARES (come del resto sinora la Tarsu) viene pagata in 4 soluzioni
trimestrali con scadenza gennaio, aprile, luglio e ottobre e con
quest’ultima rata a conguaglio; ma per quest’anno il pagamento della prima
rata, al momento ancora previsto per il 1° aprile, dovrebbe – secondo un
emendamento al ddl. di conversione in legge del dl. 1/2013, già approvato
dal Senato – slittare al 1° luglio, mentre sembra naufragare l’ipotesi del
rinvio dal 1° gennaio al 1° luglio della data di decorrenza del tributo.

Come già accennato, però, le prime tre rate sono considerate in acconto, ed
il loro importo commisurato a quanto versato nel 2012 come Tarsu e/o Tia;
invece la quarta rata “conguaglierebbe” l’importo complessivamente dovuto
per l’intero anno sulla base della rideterminazione delle tariffe.

La maggiorazione per la copertura dei “servizi indivisibili” viene fissata
per il momento nella misura standard di 30 centesimi di euro (sempre al
mq), da versare contestualmente al tributo; poiché, però, i Comuni possono
aumentare fino a 40 centesimi questa componente, con il pagamento
dell’ultima rata sarà effettuato (anche qui) il conguaglio.

(Studio Associato)

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