Le liberalità della farmacia ad una onlus – QUESITO

Ho organizzato da qualche mese la cessione gratuita degli antibiotici a un
Ente benefico, che mi appresto ora a effettuare; qual è la procedura
corretta per evitare contestazioni fiscali?

Se l’ente benefico che Lei vuole gratificare è una ONLUS (di cui a una
legge del 97), i prodotti farmaceutici ceduti gratuitamente non generano
ricavi da assoggettare a tassazione (e questo, in deroga al principio
generale per il quale il valore normale delle cessioni gratuite di beni
oggetto dell’attività dell’impresa, anche se operate a scopo umanitario,
viene considerato ricavo imponibile ai fini Irpef); si deve trattare,
però, di prodotti destinati ad una prossima eliminazione dal circuito
commerciale, e quindi stiamo parlando, in pratica, di quei medicinali non
più vendibili per difetti di confezionamento ovvero di non agevole vendita
perché prossimi alla scadenza o per altre cause che, comunque, non devono
essere tali da pregiudicarne l’attuale utilizzo.
Come abbiamo già avuto modo di ricordare in altra occasione, affinché
l’operazione si perfezioni senza rischio di contestazioni da parte del
Fisco, bisogna osservare le seguenti prescrizioni: a) della cessione deve
essere data preventiva comunicazione mediante raccomandata A.R. al
competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate (adempimento questo che può
essere evitato per le cessioni di beni facilmente deperibili e di modico
valore); b) entro il giorno quindici del mese successivo, per ogni cessione
devono essere annotate nei registri iva la qualità e quantità dei beni
ceduti gratuitamente in ciascun mese; c) bisogna conservare la
dichiarazione della ONLUS attestante l’impegno di quest’ultima ad
utilizzare direttamente i beni in conformità alle finalità istituzionali
(perdipiù si tenga presente che, a pena di decadenza dai benefici fiscali,
tale utilizzo diretto deve nel concreto realizzarsi).
Ai fini iva, poi, le cessioni di questi beni devono essere fatturate in
regime di esenzione, e quindi senza applicazione dell’imposta, e questo,
temiamo, comporta l’obbligo di riversare l’iva detratta al momento
dell’acquisto dei prodotti ceduti, come prescrive l’art. 19, comma 2,
D.P.R. 633/72.
E’ da segnalare, infine, che queste agevolazioni si possono cumulare con le
deduzioni (anche) dal reddito della farmacia delle erogazioni liberali in
natura alle ONLUS e alle Organizzazioni di Promozione sociale, deduzioni
introdotte – a decorrere dal 17 marzo 2005 – dall’art. 14 del D.L. 35/2005
nel limite massimo del 10% del reddito complessivo dichiarato e, in ogni
caso, non oltre i 70mila euro annui.

(roberto santori)